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Il bistrot "La botte"

Il bistrot "La botte"

Aggressione shock ai danni dei titolari de "La Botte": arrestati i responsabili

Il 21enne Alessandro Di Dio e il 23enne Samuel Simone Contini sono gravemente indiziati del reato di lesioni personali aggravate: furono inviati a non urinare contro la parete del locale e reagirono con una scarica di calci e pugni

Quadratura del cerchio, per la brutta vicenda relativa alla brutale aggressione ai danni dei gestori del bistrot 'La Botte', in via Liceo, nel centro storico di Foggia. Il fatto, lo ricordiamo, avvenne la notte del 19 luglio e la deprecabile azione è costata alle vittime 10 giorni di prognosi per lesioni e fratture provocate da una scarica di calcio e pugni.

Per il fatto, i carabinieri della compagnia di Foggia hanno arrestato, in esecuzione di misura cautelare degli arresti domiciliari, due giovani incensurati gravemente indiziati del reato di lesioni personali aggravate. Si tratta del 21enne Alessandro Di Dio e del 23enne Samuel Simone Contini. Secondo quanto ricostruito dai militari, quella notte la proprietaria del locale aveva sorpreso i due giovani mentre urinavano a pochi passi dall’ingresso del bistrot e li aveva invitati ad andare via.

Violenta ed ingiustificata, però, la reazione dei due giovani che hanno aggredito con calci e pugni la titolare dell’attività, insieme al figlio ed al fratello della stessa accorsi in suo aiuto. A mettere in fuga i due giovani, l’interventi dei gestori di altre attività della zona che, sconvolti dall’accaduto, misero in atto una serie di iniziative per dimostrare la loro solidarietà per l’accaduto ai colleghi.

Visionati i filmati delle telecamere presenti in zona e sentiti anche alcuni testimoni dell’accaduto, i carabinieri avevano già denunciato in stato di libertà i due ragazzi: le indicazioni raccolte nell’immediatezza dei fatti, insieme agli accertamenti svolti, hanno consentito di fare piena luce sulla vicenda, permettendo all’autorità giudiziaria di emettere i provvedimenti restrittivi. I due giovani sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari.

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