Operazione “Hurt Locker”: esplosione bomba ‘Carmelina 13’, cinque arresti

Due ordigni scoppiarono la sera del 16 aprile in Corso Giannone 170. Arrestato l'esecutore materiale dell'attentato

Carmelina 13

Sono cinque gli arresti eseguiti questa mattina nell’ambito dell’operazione denominata “HURT LOCKER”. Le indagini che hanno portato il GIP del Tribunale di Foggia, la dr.ssa Elena Carusillo, all’emissione degli attuali provvedimenti, sono il frutto delle attività investigative avviate dopo l’esplosione di due potenti ordigni avvenuta davanti all’esercizio commerciale “Carmelina 13” di Corso Giannone 170, la sera del 16 aprile scorso.

In quell’occasione, secondo gli inquirenti, Bruno Giuseppe classe 1992, avrebbe posto materialmente i due potenti ordigni davanti all’esercizio commerciale, causando danni ingenti anche a veicoli e strutture murarie degli inquilini vicini. Le deflagrazioni furono avvertite anche in lontananza provocando panico tra i residenti scesi in strada per il timore di possibili crolli, nonché arrivo di autolettighe per malessere degli stessi.

Le attività investigative culminarono immediatamente nell’individuare il 20enne quale autore materiale del delitto, accertando a suo carico ulteriori e gravi illeciti penali, tutti contestati nell’attuale provvedimento, quali il porto, detenzione e vendita illegale di armi modificate. Si accertò che lo stesso, oltre a quel delitto, risultò responsabile anche di altri episodi delittuosi di medesima specie.

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Infatti all’inizio dell’anno Foggia fu interessata da una escalation criminale contro gli esercizi commerciali mediante esplosione di ordigni di grossa potenza che destarono particolare all’allarme nell’opinione pubblica. Le attività investigative portano a delineare anche i moventi che hanno interessato altri due esercizi commerciali della città, da ricercarsi in una violenta ritorsione verso un appartenente ai ruoli della Polizia di Stato in forza alla Squadra Mobile di Foggia, che precedentemente a quelle esplosioni aveva eseguito un controllo su strada su alcuni soggetti foggiani e, precisamente, Corvino Agostino, interessato dal presente provvedimento custodiale e S.R. e T.L., tutti legati da vincoli di parentela con Tolonese Raffaele, attualmente detenuto per altra causa, quest’ultimo ugualmente interessato dalla misura custodiale al pari degli altri.

Nelle more delle attività va necessariamente aggiunto che nel corso delle attività investigative furono rinvenute grosse quantità di esplosivo nella disponibilità del padre di Giuseppe, già detenuto per fatti analoghi ed interessato dalla presente misura.

Le attività investigative, supportate da presidi tecnici audio video, hanno permesso di accertare anche violazioni alle misure di prevenzione a carico di Sinisi Roberto e dello stesso Tolonese Raffaele, i quali sono stati sorpresi in un vero e proprio “summit” o “vertice”, essendosi rinchiusi con circospezione in un esercizio commerciale di altro pregiudicato foggiano, rimanendovi chiusi per molti minuti, curando che il proprietario ne rimanesse deliberatamente fuori.  

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