Estorsioni: intercettazioni telefoniche incastrano banda, 5 arresti a San Severo

Minacciavano imprenditori e commercianti telefonicamente o lasciando bigliettini intimidatori sui parabrezza delle auto. In un'occasione hanno sparato dei colpi d'arma da fuoco

Estorsioni: operazione Return

Erano già da parecchio tempo sulle tracce dei malviventi, tant’è che negli ultimi mesi in cinque venivano costantemente monitorati attraverso intercettazioni telefoniche.

Nell’ambito dell’operazione Return, gli uomini della squadra investigativa del commissariato di Pubblica Sicurezza di San Severo, hanno notificato cinque ordinanze di custodia cautelare emesse  dal GIP presso il Tribunale di Foggia Dr. Mario TALANI su richiesta del P.M. Dr.ssa Luciana SILVESTRIS, a due fratelli, B.V. e B.A., già arrestati in flagranza di reato il 23 febbraio scorso per tentata estorsione insieme a M.C.

L’indagine si è conclusa oggi con la notifica di altre due ordinanze a carico di D.L.S. e C.M. Questa operazione ha consentito ai poliziotti, diretti dal vice questore aggiunto Dr. Adamo Caruso, di arrestarli mentre tentavano l’ennesima estorsione per la restituzione di un’autovettura rubata nella mattinata del 23 febbraio scorso.

Le indagini sono partite nell’ottobre del 2011, a seguito del danneggiamento (con conseguente richiesta estorsiva) di un noto negozio di abbigliamento del centro storico della città e di vari furti effettuati nella zona A.S.I..

La mattina del 23 febbraio, gli stessi si sono resi responsabili di un’altra tentata estorsione, ascoltata dai poliziotti, come accaduto per quella precedente, praticamente in diretta telefonica.

Vittima del tentativo di estorsione una persona residente nella provincia di Milano che aveva subito il furto della sua Volkswagen Golf nel settembre dello scorso anno ed al quale avevano chiesto la somma di 5.000,00 euro per la restituzione della stessa.

Tra le vittime anche un’imprenditrice agricola 50enne, dapprima raggiunta da alcuni colpi d’arma da fuoco mentre era sul balcone di uno stabile e alcuni minuti dopo minacciata telefonicamente

Gli arrestati sono stati bloccati nei pressi di corso Giuseppe di Vittorio, a bordo di una Fiat Punto, mentre erano in trattativa per la restituzione di una Lancia Y

Dopo un’accurata perquisizione effettuata all’interno del mezzo, gli agenti hanno rinvenuto i telefoni oggetto delle intercettazioni, un residuo di una carta di circolazione relativa alla Lancia Y rubata ed un foglio di visura del Pubblico Registro Automobilistico relativo alla Volkswagen rubata nella provincia di Milano.

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Per intimidire le vittime solitamente lasciavano dei bigliettini minatori sui parabrezza delle auto
 

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