“Paga o ti buttiamo giù tutti i tendoni”. Imprenditore agricolo taglieggiato, 50mila euro per la 'protezione', scatta il blitz: 4 arresti

“Tu sai a chi rivolgerti” terminava la telefonata anonima, facendo riferimento alla criminalità locale. Ma la vittima si è affidata ai carabinieri, permettendo ai militari di arrestare quattro persone (due con precedenti specifici)

Le intercettazioni

“Paga o ti buttiamo giù tutti i tendoni”. Questa la minaccia, giunta dopo il danneggiamento di centinaia di piante di vite, diretta ad un imprenditore agricolo di Cerignola. La richiesta era chiara: 50mila euro in contanti per “stare tranquillo” ed evitare ulteriori danneggiamenti.

“Tu sai a chi rivolgerti” terminava la telefonata anonima, facendo riferimento alla criminalità locale. Ma la vittima di estorsione si è rivolta ai carabinieri, permettendo ai militari di avviare le indagini che hanno portato all’arresto di quattro persone (due con precedenti specifici) per i reati di estorsione aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Si tratta di Paolo Dicanosa Paolo, classe 1961, di suo figlio Vincenzo, di 33 anni, di Vito Erinnio di 46 anni e di Benito Masciaveo di 45. 

L’operazione si è conclusa all’alba di oggi, ma il fatto risale allo scorso ottobre, quando l’imprenditore finito nel mirino degli estorsori ha ricevuto il danneggiamento centinaia di piante di vite - 400 in un caso, 300 nell’altro - in due distinti episodi a distanza di 15 giorni. E mentre la criminalità distruggeva il suo lavoro, la vittima riceveva telefonate anonime, sempre più pressanti, con richieste di denaro. Nel dettaglio, 50mila euro da consegnare una tantum in un luogo stabilito dagli aguzzini.

Ogni telefonata partiva da una utenza telefonica diversa, ma tutte intestate ad ignari cittadini stranieri. Difficile per i carabinieri mettere insieme i pezzi della vicenda. Così fino al 22 ottobre, quando i militari hanno organizzato la finta consegna del denaro - fotocopie a colori - in una località tra i campi di Margherita di Savoia. Tutto procedeva come da copione, fino all’arrivo dell’auto con i due malviventi. A quel punto sono intervenuti i militari, con i quali è stata ingaggiata una violenta colluttazione al termine della quale i malviventi sono riusciti a fuggire.

L’auto - una Ford Mondeo - è stata intercettata da una seconda pattuglia dei carabinieri che l’ha tallonata per molti chilometri, subendo pericolosi speronamenti, che alla fine hanno consentito ai malviventi di fuggire e rendersi irreperibili per mesi. Fino all’arresto di questa mattina. Le indagini dei carabinieri, coordinati dalla procura di Foggia, hanno permesso di ricostruire l’intera vicenda, tracciando i vari profili di responsabilità dei quattro coinvolti: dal telefonista al pianificatore, passando con i due che materialmente erano andati a ritirare il denaro.

Nel dettaglio, i carabinieri hanno avuto modo di riconoscere ed identificare compiutamente i due fuggitivi in Vito Erinnio (conducente dell’auto) e Vincenzo Dicanosa. L’auto, di proprietà di Erinnio, fu sottoposta a sequestro ed al suo interno fu rinvenuto un binocolo. Le ricerche dei due fuggitivi proseguirono per ore, ma questi non furono rintracciati. Dalle intercettazioni, i militari appresero della preoccupazione dei familiari dei due, perché non erano ancora rientrati nelle rispettive abitazioni.

La voce del telefonista, invece, era quella di Benito Masciaveo; Paolo Dicanosa Paolo, che svolgeva attività di guardiano abusivo nella zona dei terreni della vittima, era coinvolto nelle fasi preparative dell’estorsione. “La rilevanza dell’attività – ha chiosato il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, il colonnello Nicola Lorenzon – è nella fiducia instillata nell’imprenditore, che ha saputo da subito a chi rivolgersi, denunciando episodi estorsivi a suo danno”.

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