Spaccio di droga sull’asse Orta Nova-Carapelle-Foggia, 30 arresti

Trenta ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri dei nucleo operativo di Foggia, nell'ambito dell'operazione "Tolomeo". Almeno 600 le occasioni di spaccio accertate, per un giro di affari stimato di circa 70mila euro

Almeno 600 occasioni di spaccio accertate, per un giro di affari stimato di circa 70mila euro. E’ il bilancio dell’operazione “Tolomeo” che alle prime luci dell’alba di oggi ha impegnato 150 carabinieri, un elicottero del 6° nucleo di Bari Palese e due unità cinofile dell’Arma nell’esecuzione di 30 ordinanze di custodia cautelare e decine di perquisizioni sgominando, di fatto, una vasta e ben radicata organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina ed hashish, avente come “epicentro” i comuni di Orta Nova e Carapelle, ma con addentellati e proseliti anche nei comuni di Foggia, Ordona e Rocchetta Sant’Antonio.

Lo stupefacente sequestrato è risultato di altissima qualità, con un principio attivo superiore all’80% consentendo all’organizzazione l’immissione sul mercato di prodotto considerato dagli assuntori eccellente. Quanto mai diversificata la clientela: dal libero professionista allo studente, dal bracciante agricolo al pensionato, con acquirenti provenienti spesso anche da paesi vicini.

Le cessioni di droga avvenivano sopratutto nel fine settimana, lungo tutto l’arco della giornata. Lo spaccio al dettaglio avveniva soprattutto per strada, nei pressi della villetta comunale, ma anche presso abitazioni “convenzionali” concordate con l’acquirente oppure nelle vicinanze di bar, pub e pizzerie. Per cessioni più consistenti, invece, venivano scelti posti sicuri, appositamente individuati nella vasta area agricola che circonda l’abitato.

Le indagini, dirette dai pm Fini e Giorgio della Procura di Foggia, sono partite alla fine del 2008, sulla scorta di una complessa attività di intercettazione audio/video e numerosi servizi di riscontro. “Mozzarelle”, “Panini”, “Radiatori” alcune espressioni in codice utilizzate per fare riferimento allo stupefacente; un codice convenzionale che si affiancava a conversazioni più esplicite e sfrontate che – sottolineano gli inquirenti - denotano un atteggiamento “gradasso” e di grande sicurezza.

Secondo quanto accertato dalle indagini, la cocaina veniva immessa sul mercato da due fratelli marocchini di 35 e 42 anni, che si avvalevano della collaborazione di T.N., 32enne. I tre risiedono tutti a Carapelle e sono inseriti in una “consolidata rete di contatti con la clientela e, a monte, con i fornitori della cocaina”, costantemente riforniti dal foggiano P.P., 42enne già pregiudicato, mediante carichi settimanali variabili dai 50 ai 100 grammi alla volta. T.N., che in una intercettazione si riferisce “devoto allo spaccio”, custodiva in casa la sostanza stupefacente, mentre i fratelli marocchini erano gli addetti al taglio; per le attività di confezionamento dello stupefacente i tre erano coadiuvati dalle rispettive mogli.

L’indagine ha evidenziato come P.P., all’interno del maneggio di famiglia, riuscisse a tenere le fila di un imponente sistema di fornitura di grosse partite di cocaina, aiutato attivamente da numerosi collaboratori, tra cui un polacco non rintracciato e due incensurati che – secondo gli investigatori - avrebbero agito da “longa manus” dell’uomo che, pur agli arresti domiciliari, governava attivamente tale attività illecita.

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Lo stupefacente veniva successivamente commercializzato da una fitta rete di persone che si occupava dello spaccio al dettaglio. Nel corso dell’indagine sono state arrestate 5 persone in flagranza di reato e sequestrati complessivamente 100 grammi di cocaina, pari a 285 dosi, e 1 kg di hashish. Altri 5 indagati, colpiti dal provvedimento cautelare, sono risultati irreperibili e sono attivamente ricercati. Un sesto indagato, invece, risulta al momento detenuto in Belgio.

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