Operazione Clessidra: arrestati sindaco, amministratori e imprenditori

Su di loro pesano le accuse di associazione per delinquere, turbativa d'asta, corruzione, truffa, falso e un episodio di estorsione dal 2008 ad oggi

 

Cattiva gestione, sperpero di denaro pubblico, le accuse pesanti dell’opposizione su presunti conflitti di interesse di alcuni amministratori, una serie di esposti a carico della cooperativa sociale Omnibus, dell’assessore, del sindaco, dell’architetto D’Adduzio e del consigliere comunale Corso, ma anche le “vittorie” politico-amministrative e la fiducia di buona parte dei cittadini. Gioie e dolori della giunta targata Domenico Vecera, detto Mimì, sindaco di Peschici arrestato all’alba di ieri su provvedimento emesso dal procuratore capo di Lucera Domenico Seccia, in seguito all’operazione denominata “Clessidra”, insieme ad amministratori, imprenditori e dirigenti. Su di loro pesano le accuse di associazione per delinquere, turbativa d’asta, corruzione, truffa, falso e un episodio di estorsione dal 2008 ad oggi.


 Per il GIP gli amministratori avrebbero favorito alcune imprese locali in cambio di soldi e posti di lavoro, per la Procura ci sarebbe stato un uso spregiudicato del codice degli appalti. Ventitré le persone arrestate, 150 i Cc impegnati nel blitz, dieci gli appalti contestati. Ad avere un peso rilevante sarebbero state le intercettazioni telefoniche e ambientali verificate grazie alla microspia nascosta nella stanza dell’ufficio tecnico comunale. In sintesi, al vaglio dei carabinieri, pm e gip, ci sono le telefonate in cui si parla di assunzioni e soldi in cambio di appalti.


A preoccupare una città tramortita dalle sirene spiegate e dal rumore in aria degli elicotteri, c’è un deficit finanziario del Comune di oltre due milioni di euro notificato dalla Corte dei Conti. E poi, una giunta decimata, il Comando dei Vigili Urbani azzerato e l’ufficio tecnico praticamente messo ko dai provvedimenti.
 

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