Cronaca Cerignola / Via Acerra

Schiavizzano 27enne costringendola a prostituirsi, l'aguzzino: "Esco dal carcere e ti taglio gola"

Momenti di panico e orrore in via Acerra a Cerignola, dove uno dei due arrestati ha iniziato a ferirsi con un coltellaccio dalla punta biforcuta minacciando di tagliarsi la gola

Per evitare l’arresto, minacciava di tagliarsi la gola con un coltello dalla lama lunga 30 cm e dalla punta biforcuta, ferendosi ripetutamente l’avambraccio sinistro a riprova della sua determinazione. E’ quanto accaduto lo scorso giovedì mattina, in via Acerra, a Cerignola, nei pressi della scuola media “Paolillo” dove, poco dopo 7,30, si sono registrati momenti di panico e orrore.

Si tratta dell’ultimo atto di una storia di povertà e sfruttamento che ripercorre il consumato cliché della donna straniera attirata da connazionali in Italia con il miraggio di un lavoro faticoso ma onesto (nella fattispecie la raccolta dell’uva e, più in là, delle olive) e che invece si ritrova sulla strada. E’ quanto accaduto ad una 27enne di nazionalità romena giunta nel Foggiano otto giorni fa e successivamente segregata e costretta alla prostituzione da due suoi connazionali, un uomo ed una donna: George Marian Maciuca di 31 anni e Niculina Marilena Dina di 18.

Per tutta la settimana la vittima di questa vicenda – che in Romania aveva lasciato una bambina di 8 anni - era stata costretta a vivere in un locale in via Pantanella, senza luce e servizi igienici. Tugurio condivido dagli indagati, per evitare ogni possibile tentativo di fuga della 27enne. Ogni giorno la donna veniva prelevata dai suoi sfruttatori e accompagnata lungo varie arterie della provincia, dove era costretta a prostituirsi: a Foggia o a Canosa, ogni giorno in un luogo diverso, e i guadagni – circa 1000 euro, nel complesso – andavano interamente ai suoi aguzzini.

Privata di denaro, dei documenti e del telefono cellulare, veniva sfamata una sola volta al giorno. Tutto ciò fino allo scorso giovedì, quando la donna è riuscita a fuggire e a chiamare la polizia con un telefono cellulare chiesto in prestito ad alcuni passanti. Giunti sul posto, gli agenti del commissariato cittadino hanno sorpreso i due aguzzini al momento del risveglio. Inutile il tentativo di fuga della donna, così come gli atti di autolesionismo minacciati e messi in pratica dall’uomo: ora dovranno rispondere entrambi di sfruttamento della prostituzione, violenza e resistenza a pubblico ufficiale con l’aggravante di autolesionismo.

Decine gli agenti giunti sul posto per fronteggiare la furia dell’uomo: compresa immediatamente la gravità della situazione, infatti, gli operatori si prodigavano nel tentativo di impedire all’uomo di procurarsi lesioni mortali ma soprattutto di provocarne ad eventuali ignari passanti, creando un “cuscinetto” tra quest’ultimo e i tanti che, per situazioni del tutto contingenti, transitavano in quella via. L’uomo è stato letteralmente placcato e disarmato da una agente.

ARRESTI CERIGNOLA: IL VIDEO

Nonostante fosse stato immobilizzato dagli agenti giunti in soccorso del collega e ormai disarmato, l’uomo continuava a minacciare i poliziotti agitando contro di loro il braccio sanguinante e cercando di sfondare il muro di agenti a mo’ di ariete. Dopo l’arresto, nel tragitto in macchina verso il commissariato l’uomo ha detto agli agenti: “Tanto quando esco dal carcere la vado a prendere (la vittima della storia, ndr) e le taglio la gola”.

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