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Conferenza stampa

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Operazione "Coffee Shop": spacciavano hashish e marijuana, 6 arresti

In manette un parrucchiere 44enne di Cerignola, con precedenti specifici e un 27enne di Stornara definito dagli inquirenti "un taxi della droga"

E’ stata battezzata “Coffee Shop”, assecondando il vezzo di uno dei soggetti intercettati di vantare continuamente le sue numerose frequentazioni nei caffè olandesi e della sua vasta conoscenza delle diverse qualità di sostanza stupefacente. A Cerignola, però, “Coffee Shop” è solo il nome dell’operazione di polizia giudiziaria portata a compimento all’alba di oggi, che ha portato all’arresto di sei persone - due in carcere, gli altri ai domiciliari -, una delle quali è al momento irreperibile.

Oltre 30 agenti del commissariato di Cerignola, coadiuvati dal reparto Prevenzione Crimine Puglia, infatti, hanno eseguito una ordinanza di misure cautelari personali richiesta dal sostituto procuratore Sofia Anfossi ed emessa dal gip Rita Curci, nei confronti di sei persone facenti parte di un sodalizio criminale dedito alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti – soprattutto hashish e marijuana - reati aggravati dalla continuità e dal concorso.

LE INDAGINI. Dal sequestro di pochi grammi di stupefacente alla ricostruzione di una solida rete di contatti che gestiva, di fatto, lo spaccio di droga tra il basso Tavoliere ed i principali centri del Potentino. A finire in carcere sono stati Savino Zagaria, 44enne cerignolano e Nicola Specchio, 27enne residente a Stornara.

Per gli inquirenti della Procura di Foggia il primo, noto coiffeur della città ofantina, riforniva di stupefacente – soprattutto hashish e marijuana - il 27enne, definito dagli investigatori “una sorta di taxi della droga”. Già in passato Zagaria era stato arrestato per questo tipo di reato, ed aveva scontato una pena di alcuni anni, in Germania, nelle case di detenzione tedesche, dove era stato trovato in possesso di un grosso quantitativo di hashish. Anello di congiunzione della rete era Specchio, che si muoveva tra i comuni del basso Tavoliere e del Potentino, solo, o in compagnia della fidanzata (cerignolana, ora ai domiciliari) la quale, per eludere eventuali controlli delle forze di polizia, nascondeva lo stupefacente sotto i vestiti. Tutti gli spacciatori “al dettaglio” che si approvvigionavano dal 27enne appartenevano a comuni limitrofi o della provincia di Potenza, soprattutto Melfi, luogo dove lo stesso aveva lavorato, in passato, nello stabilimento Fiat e dove si era costruito una vasta cerchia di conoscenti. L’attività investigativa si è avvalsa di numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, nella quali si poteva sentire parlare apertamente di “droga” e “panetti”, senza l’utilizzo di alcuni tipo di “codice”.

Nel corso dell’attività d’indagine, sono stati accertati un centinaio di episodi di spaccio per un smercio di circa 20 kg di stupefacente. Nel corso dell’intera attività d’indagine – partita nel maggio del 2011 -  è stato possibile arrestare in flagranza 2 persone e recuperare circa 2 kg di hashish. Per questo motivo, dovranno rispondere tutti, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, reati aggravati dalla continuità e dal concorso. Una persona del sodalizio, al momento, è ancora ricercata.

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