Nascondono auto rubata in un casolare e cocaina nello scarico dell'acqua: arrestati

In manette un 32enne già noto alle forze di polizia e un incensurato 20enne, entrambi di Cerignola. Gli arresti all'esito di due distinti controlli predisposti nell'ambito delle attività di "largo raggio"

Immagine di reportorio

Uno dovrà rispondere di ricettazione, l’altro di detenzione di sostanze stupefacenti. Si tratta di due cerignolani arrestati dai carabinieri del comando stazione della città del basso Tavoliere all’esito di due distinti controlli predisposti nell’ambito delle attività di “largo raggio”.

A rispondere del reato di ricettazione sarà L.V., 32enne del posto già noto alle forze di polizia. L'uomo è stato notato dai militari dopo aver parcheggiato una Lancia Musa all’interno di un casolare nei pressi della provinciale 143, nella periferia di Cerignola per poi allontanarsi da quel luogo in tutta fretta. 

Alla vista dei carabinieri ha provato a fuggire a piedi, ma è stato subito bloccato e sottoposto a perquisizione. I militari hanno dunque ispezionato il casolare dal quale era uscito e lì hanno accertato che il quadro elettrico della Lancia Musa era stato manomesso.

A seguito di accertamenti in Banca Dati è emerso che il veicolo era stato rubato alcune ore prima nel comune di Cerignola. Per questo il 32enne è stato sopposto a fermo di polizia giudiziaria e tradotto presso la casa circondariale di Foggia.

Ha vent’anni, invece, P.G., giovane incensurato arrestato dai carabinieri per detenzione di sostanza stupefacente. I carabinieri avevano notato che, nei pressi del quartiere Torricelli, vi era un anomalo via vai di persone, concentrato soprattutto nelle vicinanze dell’abitazione del ventenne.

Così i militari hanno deciso di effettuare una perquisizione domiciliare e hanno effettivamente trovato 8 dosi cocaina già confezionate e pronte per la vendita, al cui interno vi erano complessivamente 3,5 grammi di sostanza stupefacente.

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Il ragazzo, nel momento in cui i carabinieri hanno bussato alla porta di casa e si sono qualificati, ha tardato ad aprire la porta trattenendosi in bagno. L’insolito gesto non è sfuggito ai militari che sono riusciti ad aprire le condutture dello scarico delle acque ed hanno trovato lo stupefacente.

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