Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Apricena / Via Roma, 65

L’alibi delle commesse non regge: arrestati per una rapina in banca

Due cerignolani titolari di un negozio di prodotti da forno sono stati arrestati per la rapina ad Apricena alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata

Due 41enni di Cerignola sono stati arrestati con l’accusa di rapina aggravata in concorso compiuta nel 2011 ad Apricena presso la filiale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri di San Severo e dai colleghi della città ofantina in merito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Lucera su richiesta della Procura federiciana.

La mattina del 23 giugno al colpo parteciparono quattro persone, tra cui F.M. e B.G. titolari di un tarallificio di Cerignola. In quella circostanza due malviventi hanno fatto irruzione nell’istituto di credito a volto coperto e armati di taglierino.

Una volta dentro intimarono ai presenti di stendersi a terra e puntarono l’arma da taglio alla gola di un dipendente, costringendolo ad aprire la cassa, mettere il denaro in una busta e accompagnarli all’uscita, dove ad attenderli c’erano i due cerignolani ciascuno a bordo del proprio mezzo, una Bmw serie 5 e un furgone della ditta.

I due avrebbero tentato di giustificare la loro presenza in quel posto dicendo che si trovavano lì per compiere alcune commesse, ma gli investigatori sono risaliti alla loro identità grazie ai dati dei veicoli su cui erano stati visti salire i rapinatori.

Alcuni giorni dopo la rapina, i due erano stati arrestati in seguito alla perquisizione dei militari eseguita presso il tarallificio, al cui interno furono trovare una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa completa di caricatore e cartucce e i passamontagna nascosti in una delle scatole di prodotti da forno

Le responsabilità dei due cerignolani - benché risultate difficili da ricostruire - sono state messe in luce dalle accurate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Lucera che ha diretto i carabinieri di San Severo nell’espletamento di riscontri incrociati e attività d’intercettazione, attraverso le quali è stato possibile delineare l’esatto ruolo ricoperto da entrambi nella consumazione dell’evento delittuoso.

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