Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Cagnano Varano

Bombe ed estorsioni: violenti e spregiudicati volevano 'accaparrarsi' il mercato dello spaccio. Sette arresti all'alba a Cagnano Varano

La 'piazza' guadagnata attraverso 'reati satelliti' quali estorsioni, rapine e furti. Nella rete dei carabinieri sono finiti 9 cagnanesi (7 sottoposti agli arresti domiciliari, 2 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria)

Smantellata organizzazione che gestiva una fiorente ‘piazza dello spaccio’ sul Gargano, un gruppo violento e spregiudicato che da Cagnano Varano puntava ad imporsi anche nei vicini comuni del circondario garganico, con atteggiamenti estorsivi e violenti.

E’ quanto scoperto dai carabinieri, che all’alba di oggi hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Foggia, nei confronti di 9 cagnanesi (7 sottoposti agli arresti domiciliari, 2 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), per aver organizzato una piazza di spaccio di stupefacenti in quel centro, attraverso la quale gestivano considerevoli quantitativi di dosi di hashish, marijuana e cocaina. Non solo spaccio, però: nel corso delle indagini, infatti, sono emersi una serie di ‘reati satelliti’ - estorsioni, rapine e furti tentati - commessi al fine di imporsi sul territorio come egemoni nel mercato della droga.

Le indagini sono partite da un attentato dinamitardo messo a segno nel settembre 2018, in danno di una abitazione privata. A partire da quell’episodio, quindi, sono state ricostruite le maglie di una la rete di cagnanesi dediti alla detenzione e cessione di stupefacenti, in particolare di hashish, cocaina e marijuana, nell’ambito della quale - per assicurarne la funzionalità e la redditività - venivano commessi anche i reati di rapina, estorsione, ricettazione ed il tentativo ben organizzato di impossessarsi del denaro custodito in un postamat di Ischitella, non riuscito solo per la presenza dei carabinieri.

I nomi degli indagati

Gli spacciatori, spregiudicati, avevano la disponibilità di armi ed esplosivi e sono riusciti in breve tempo ad imporsi nella piazza di spaccio del paese assicurandosi un ampio carnet di acquirenti dei centri limitrofi, così da avere la certezza di poter cedere tutto lo stupefacente disponibile e quindi reinvestire gli introiti nell’acquisto di sempre maggiori quantità di droga. Nel contesto delle indagini, le perquisizioni hanno permesso di sequestrare ingenti quantitativi di stupefacente: oltre 1 kg di marijuana (4756 dosi, valore 24.000 euro), 32 grammi di hashish (155 dosi, valore 1600 euro) e 31 dosi di cocaina per un valore di 2500 euro; sequestrato, inoltre, un ordigno artigianale con miccia, 6 grossi petardi (altezza 20 cm diametro 5 cm), polvere esplosiva, munizioni e armi (una pistola semiautomatica cal. 9 clandestina e un fucile cal. 12 doppietta con matricola abrasa.

Dall’evoluzione delle indagini, i militari hanno accertato come il ruolo di fornitori fosse svolto dai fratelli Michele Giuseppe e Sebastiano Pio Tarantino (figli di Giovanni, ucciso il 25 marzo 2002 nel corso di una faida garganica), autori anche delle estorsioni, messe a segno con estrema violenza, nei confronti degli acquirenti che non pagavano tempestivamente lo stupefacente, rivolgendosi in un caso al padre di uno dei debitori. Gli indagati hanno agito dimostrando una profonda conoscenza del contesto criminale, le modalità di organizzazione dei reati e con la consapevolezza di essere temuti per la loro pericolosità, agendo senza timore di conseguenze.

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