Cronaca

Cerignola nelle carte di 'Ariete': era il luogo di approvvigionamento della droga dei rapinatori arrestati nel Brindisino

Due ragazzi di 28 e 29 anni di Cerignola sono stati arrestati nell'ambito dell'inchiesta Ariete di questa mattina a Brindisi

Questa mattina a Brindisi, Reggio Calabria e Cerignola i carabinieri della compagnia di Brindisi, con il supporto di altri reparti territoriali e speciali dell’Arma, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale locale su conforme richiesta della locale procura della Repubblica, nei confronti di 19 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di furto in danno di esercizi commerciali e sportelli automatici bancari e postali, consumati o tentati nell’anno 2019 nelle province di Brindisi e Lecce con il metodo della cosiddetta “spaccata”, nonché dei furti di autovetture nel comune di Brindisi e dello spaccio di sostanze stupefacenti di vario tipo tra Brindisi, Bari, Lecce e Cerignola.

L’indagine, convenzionalmente denominata 'Ariete' per la modalità di esecuzione dei furti, è stata condotta dalla sezione operativa del Nor di Brindisi e trae origine da un furto consumato, ai danni del Punto Snai ubicato a Torchiarolo la notte del 22 maggio 2019, con la sottrazione di due slot machine ed il successivo tempestivo rinvenimento delle macchinette ancora nascoste nel covo della banda.

Dalla successiva complessa attività investigativa sono emersi indizi utili per ricostruire otto altri furti a Torchiarolo (Br), Aradeo (Le), Maglie (Le), Cisternino (Br), Fasano (Br), nonché diversi furti di autovetture nel comune di Brindisi e lo spaccio di sostanze stupefacenti di vario tipo tra Brindisi, Bari, Lecce e Cerignola.

La riscontrata operatività degli individui indagati è stata caratterizzata da un elevato grado di organizzazione e specializzazione; infatti, per i furti commessi (nelle sale slot, gioiellerie, negozi di abbigliamento, di igiene casa/personale, profumerie e Atm di istituti di credito) hanno utilizzato strumenti da scasso quali piedi di porco, mazze, martelli e persino materiale esplodente (alcuni ordigni artigianali, i c.d. marmotta), nonché alcune autovetture che erano state preventivamente sottratte ai legittimi proprietari.

È stato accertato, inoltre, che gli indagati abbiano utilizzato anche chiodi a quattro punte per impedire l’inseguimento da parte delle autovetture delle forze di polizia chiamate a intervenire sui luoghi dei fatti, e che eseguivano dapprima preliminari ed accurati sopralluoghi degli obiettivi ove poi avrebbero perpetrato i furti e nascosto la refurtiva, impiegando anche ricevitori radio per intercettare le comunicazioni radio delle citate Forze di Polizia e disturbatori di frequenze (c.d. jammer) per riuscire a inibirle.

Le indagini hanno permesso anche di accertare collegamenti con contesti malavitosi di Cerignola e di Bari, dove gli indagati si rifornivano di vari tipi di sostanze stupefacenti, successivamente destinate all’attività di spaccio.

In particolare, si trattava di commercializzazione di hashish, marijuana e cocaina, nell’ambito della quale gli indagati non esitavano a ricorrere anche a metodi estorsivi nei confronti degli assuntori, che non saldavano in tempo il conto nei loro riguardi.

Infine, l’attività d’indagine ha consentito di sequestrare, in diverse circostanze, circa 15 kg di hashish, 500 grammi di marijuana e 10 grammi di cocaina, accertare il possesso di ulteriori circa 5 kg di hashish, 2 kg di marijuana e 20 cessioni di cocaina, arrestare in flagranza di reato tre soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, indagare altre quattro persone per il reato di ricettazione di alcuni capi di abbigliamento derubati, inibire le disposte spedizioni punitive nei confronti di alcuni acquirenti di stupefacenti inadempienti nei pagamenti e vittime di ripetute minacce e ritorsioni.

In carcere sono finiti un 28enne di Cerignola già detenuto nella casa circondariale di Reggio Calabria e un 29enne che ha beneficiato della misura degli arresti domiciliari.

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