Rubavano auto e suv nel barese e le 'cannibalizzavano' nel Foggiano: quattro arresti per 16 furti

La polizia ha arrestato quattro persone a Bitonto, due in carcere e altrettante ai domiciliari. L’associazione era operativa in tutti i comuni limitrofi al capoluogo barese, spaziando da Bitetto a Noicattaro, Cellamare e Valenzano ed altri.

Foto di repertorio

In un solo mese avrebbero rubato 16 veicoli, principalmente suv, e li avrebbero poi "facilmente ceduti" in provincia di Foggia per la successiva cannibalizzazione. Per questo motivo a Bitonto la polizia ha eseguito un’ordinanza cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Antonio Bartolomeo e Michele Ruggiero, di 32 e 31 anni. Agli arresti domiciliari sono finiti Nicola Carelli di 42 anni e Calogero Natale di 34: sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di furti d’auto.

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L’associazione era operativa in tutti i comuni limitrofi al capoluogo barese, spaziando da Bitetto a Noicattaro, Cellamare e Valenzano ed altri. L’attività investigativa ha dimostrato, attraverso l’utilizzo di tecniche investigative tradizionali quali pedinamenti, servizi di osservazione ed acquisizioni video, che ad ogni loro spostamento corrispondeva la commissione di un furto e questo ha consentito di chiudere il cerchio sulle modalità operative della banda; si sono chiariti ruoli, basi logistiche, si è appurato l’esistenza di un accordo per la commissione dei reati, rilevando anche come il gruppo si preoccupasse di rispettare un modus operandi ben definito, teso a non destare attenzione negli spostamenti, evitando di indossare abbigliamento appariscente ed evitando di essere controllati quando erano insieme dalle forze di polizia.

C’era chi aveva il compito di eseguire il sopralluogo e portare sull’obiettivo i complici, chi procedeva al furto e chi doveva scortare con veicolo pulito il sodale alla guida dell’autovettura appena asportata, sia in occasione del furto che della successiva consegna al ricettatore. A nulla sono valse le cautele adottate dai sodali nell’attività criminosa ed infatti l’impianto accusatorio sostenuto dalla locale Procura della Repubblica è stato condiviso dal Giudice per le indagini preliminari che ha emanato l’odierna ordinanza di custodia cautelare.

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