Blitz ad Apricena, quattro arresti per tentato omicidio: vittima un 31enne

Mirko Bocola, Domenico Nargiso, Antonio Ferrara e Antonio Vocale sono stati arrestati dopo l'episodio del 13 novembre all'uscita di un ristorante ad Apricena e sulla strada per Lesina

Immagini di repertorio

Sono gravemente indiziati di tentato omicidio e porto abusivo di armi da sparo Mirko Bocola classe 1989, Domenico Nargiso detto ‘Piò’ classe 1995, e i trentunenni Antonio Ferrara e Antonio Vocale, arrestati questa mattina ad Apricena dai carabinieri di San Severo in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il 13 novembre scorso i carabinieri di Poggio Imperiale acquisivano la notizia di un 31enne che la sera precedente aveva avuto un diverbio con il gruppo di apricenesi all’interno de ‘Il Castello’. Successivamente la lite sarebbe degenerata in via Veneto, dove Bocola, sceso da una macchina, avrebbe fatto fuoco in direzione dell’autovettura della vittima. Sulla scorta della confidenza ricevuta, i militari dell’Arma hanno rintracciato la vittima riuscendo a strappare formale denuncia sull’accaduto: lo stesso confermava l’accaduto raccontando che la sera precedente, all’interno del ristorante, dopo aver cenato, mentre era intento a pagare, veniva affrontato da quattro giovani di Apricena.

Prima che gli indagati si allontanassero era nato un forte diverbio sfociato nella successiva sparatoria, quando in direzione di Lesina, il 31enne veniva intercettato da una Mercedes di coloro nero, i cui occupanti gli intimavano di fermarsi lampeggiando continuamente e facendo ampi gesti con le mani. Pensando che gli stessi volessero chiarire l’accaduto, l’uomo è sceso dal mezzo. Purtroppo per lui, uno dei quattro ha cominciato a picchiarlo, mentre Bocola impugnava una pistola. A quel punto la vittima riusciva a darsi alla fuga udendo dei colpi d’arma da fuoco, constatando poco dopo che il mezzo presentava un foro di entrata nel portellone posteriore all’altezza della targa. E anche uno nel pannello del sedile posteriore lato sinistro.

Il proiettile dopo aver oltrepassato la carrozzeria, traforava il sedile posteriore e impattava sul supporto della cintura di sicurezza lato passeggero, finendo tra le gambe del 31enne, ed in particolare tra i pedali del freno e dell’acceleratore, luogo dove i militari rinvenivano conficcata un’ogiva deformata calibro 9. Ulteriori conferme arrivavano dalla visione delle immagini delle telecamere poste in prossimità del ristorante che avevano ripreso i battibecchi tra i cinque.

Dalla visione delle immagini gli uomini in divisa riconoscevano il denunciante e tutti gli aggressori. Ulteriori conferme dei diverbi e della presenza sul posto dei giovani si avevano anche dai testimoni ascoltati e dal fatto che Nargiso ha effettivamente una Mercedes di colore nero. Lui infatti veniva indicato dalla vittima come il conducente del mezzo e l’unico a non essere sceso durante l’attentato. I gravi indizi di colpevolezza raccolti permettevano all’Autorità Giudiziaria l’emissione dei provvedimenti restrittivi.

Particolare interessante è quello legato all’arresto di Antonio Vocale, che nel pomeriggio di ieri, forse prevedendo un possibile arresto a suo carico, partiva a bordo di un bus di linea diretto in Germania: i carabinieri di Bressanone lo hanno intercettato al confine evitando l’espatrio. Tutti gli arrestati sono stati finiti in carcere. Sono in corso ulteriori indagini volte a chiarire il reale movente della lite e della successiva aggressione.

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