Il 'sistema' dei Cera, pressioni per fare assumere persone e non solo: ecco perché sono stati arrestati padre e figlio

Tentata concussione, induzione indebita e corruzione, le tre ipotesi di reato che la Procura di Foggia muove nei confronti di Angelo e Napoleone Cera, rispettivamente ex deputato Ucd e consigliere regionale dei Popolari', ora agli arresti domiciliari per la prima fattispecie di reato (ma si annunciano già ricorsi)

La conferenza stampa

Tentata concussione, induzione indebita e corruzione. Queste le tre ipotesi di reato che la Procura di Foggia muove nei confronti di Angelo e Napoleone Cera, padre e figlio, rispettivamente ex deputato Ucd e consigliere regionale dei Popolari', ora agli arresti domiciliari per la prima fattispecie di reato (ma la Procura sta valutando i ricorsi per le restanti). Le misure cautelari sono state eseguite questa mattina dagli uomini della Guardia di Finanza.

Il Pm: "Si staccava il biglietto come in salumeria"

L’indagine, partita da una serie di atti intimidatori messi a segno ai danni della società SanitaService, ha permesso di portare a galla il ‘sistema’ ipotizzato dalla Procura, attraverso il quale i due politici si muovevano sostenendosi l’uno tramite i poteri dell’altro. “E’ gravissimo che un ex deputato e un consigliere regionale abbiano tentato, nell’ordine, di far assumere persone fuori dalle normali procedure, che abbiano pressato per fermare un processo internalizzazione conveniente per l'Asl Fg e siano coinvolti in episodio di corruzione, una sorta di do ut des su favori elettorali”, sintetizza il procuratore capo Ludovico Vaccaro, che poi precisa: “Capiamo che il momento politico è delicato (le elezioni regionali sono alle porte, ndr), ma la giustizia ha i suoi tempi: questa richiesta cautelare risale al 3 luglio”, puntualizza.

Durissimo invece, il procuratore aggiunto Antonio Laronga che descrive una realtà consolidata e rodata nel tempo: “Una attività clientelare spaventosa”, spiega in conferenza stampa. “Basti pensare che nel loro ufficio, a San Marco in Lamis, si prende un biglietto numerato per entrare, come in macelleria”, lasciando intendere la fila di richieste e il potere gestito dai due uomini. Tre gli episodi contestati: innanzitutto il tentativo di concussione (l’unico di cui, allo stato, rispondono i due Cera) in relazione alle presunte pressioni esercitate sui vertici del Consorzio di Bonifica per imporre l’assunzione di alcuni dipendenti da loro indicati. “L’arma” utilizzata dall’ex deputato per caldeggiare la richiesta era un emendamento che il figlio Napoleone avrebbe presentato in Regione per “far sparire i Consorzi”, o meglio assoggettarli alla Regione con il passaggio della funzione irrigua all’Acquedotto Pugliese. Correva l’anno 2018. I soggetti indicati, però, non sono mai stati assunti e l'emendamento è stato ritirato.

Il secondo episodio, invece, riguarda la mancata internazionalizzazione del servizio CUP dell’Asl di Foggia, secondo uno studio di fattibilità presentato, sempre nel 2018, dal direttore generale Asl Fg con l’amministratore unico di SanitaService. Il processo però, sostiene la Procura, fu bloccato perché avrebbe danneggiato la società Gpi che si occupava del servizio e che i Cera sentono molto vicina: “La società nostra”, la definiscono in alcune intercettazioni. Anche in questo caso, il gip sostiene che non ci sono prove sufficienti a stabilire che la pressione esercitata dai due abbia assunto una valenza penalmente rilevante. Di diverso avviso la Procura che sta valutando il ricorso. Per la vicenda risulta indagato anche il dg di Asl Fg, Vito Piazzolla. “Dalle intercettazioni – spiega il Procuratore Vaccaro – si evince la prova: il contratto con GPI scaduto a gennaio 2019 è stato prorogato dopo tre mesi”.

Il terzo ed ultimo episodio, invece, fa riferimento ad uno scambio elettorale e vede, tra gli indagati, anche il presidente della Regione Michele Emiliano e l’assessore regionale al Welfare Ruggieri. Tutto scaturisce dalla richiesta ai Cera, da parte del presidente  Emiliano, di sostegno elettorale per il sindaco Miglio a San Severo. Ma i Cera chiedono - come sostiene la Procura - la nomina di un loro uomo come commissario dell’Asp di Chieuti. Richiesta avvenuta per il tramite di Ruggieri (che sul punto si è avvalso della facoltà di non rispondere). Nomina che non è mai avvenuta e che era fortemente voluta dal giovane Cera: “Papà non fare scherzi su Chieuti, ci tengo”, emerge in altre intercettazioni. Anche in questo caso, però, il gip sostiene che non ci sia prova di collegamento tra le due richieste e rigetta la misura cautelare, perché non c’è prova del collegamento tra sostegno elettorale e nomina di scambio, e non c’è prova che il Governatore Emiliano fosse a conoscenza della richiesta. Anche in questo caso, la Procura di Foggia valuta il ricorso.

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