Il comandante Aquilio saluta i foggiani: "Criminali vogliono distruggere questa terra, qui gente perbene che ha bisogno di noi"

L'addio del colonnello e comandante provinciale dei carabinieri, Marco Aquilio. "La gente per ora sta osservando il cambiamento, ma quando arriveranno le condanne definitive e gli ergastoli non ci saranno più scuse"

Dopo tre anni alla guida del Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia, il colonnello Marco Aquilio lascia la Capitanata per andare ad assumere la Direzione dell’Ufficio Criminalità Organizzata presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Un’esperienza intensa, dal punto professionale e umano, quella vissuta nel Foggiano, un territorio che nulla gli ha risparmiato e che costituirà un importante bagaglio per il futuro incarico. “Ho vissuto questo territorio spontaneamente”, spiega Aquilio. “Quando mi hanno detto che sarei venuto a Foggia - ero stato appena promosso colonnello - ho accettato l’incarico come una sfida. Solo giunto a destinazione ho capito che quello era un approccio sbagliato”, spiega.

“Foggia ti deve prendere, va vissuta. Non può essere intesa come una sfida. E allora ho affrontato l’incarico vedendo la città. Una città fatta di cittadini per bene che vogliono essere aiutati. Una città che ha lottato per ricostruirsi a partire dalle macerie non può vedere i suoi cittadini camminare a testa bassa e accettare con sopportazione la prepotenza di criminali che vogliono distruggere il territorio. Con lo sforzo di tanti, delle istituzioni sopratutto, abbiamo cercato di dare credibilità allo Stato, la cui presenza è oggi tangibile e visibile a tutti”. 

In campo ogni strumento possibile. Ne sono un esempio i recenti scioglimenti di comuni per presunte infiltrazioni mafiose: “Lo scioglimento per mafia è un punto di partenza per i cittadini”, spiega.

“Vado via con la certezza che la mia assenza nulla cambierà, perché c’è una macchina avviata, che viaggia da sola. La strada tracciata è quella giusta. In pochi anni, ne sono certo, la situazione migliorerà: la gente chiede fiducia e sicurezza; per ora sta osservando il cambiamento, ma quando arriveranno le condanne definitive e gli ergastoli non avrà più dubbi, non ci saranno più scuse”, conclude fiducioso. 

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