Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca San Severo

"Scambio reddito di cittadinanza con un lavoro". Guarito miracolosamente dal Covid scrive a Mattarella: "Ridatemi la dignità"

Da San Severo, l'appello al capo dello Stato: "Mi ponga nelle condizioni di mettere da parte il reddito di cittadinanza e, attraverso un impiego non importa se da operatore socio sanitario, da falegname o da addetto alle pulizie, permettermi di riconquistare la dignità perduta"

Vincenzo Nardella ha vinto la sfida con il Covid. La malattia ha segnato uno spartiacque nella sua vita, ma ora il 56enne di San Severo chiede di proseguire a testa alta in questa nuova stagione di vita, uscendo dal tunnel della disoccupazione.

Un percorso buio e lunghissimo (oltre 11 anni) dal quale non riesce ad affrancarsi, nonostante gli appelli e nonostante i tanti curricula inviati ad attività e aziende. Stanco di ricevere continue risposte negative, il 56enne è pronto a rimettersi in carreggiata a dispetto dell’età. Il suo desiderio? Scambiare il reddito di cittadinanza, grazie al quale oggi va avanti, con un lavoro che gli restituisca un ruolo nella società e, soprattutto, dignità.

Così, Vincenzo gioca la sua ultima carta: dopo aver invocato l'aiuto di sindacati, navigator, politici ed amministratori locali, lancia un appello al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che il prossimo 25 ottobre sarà in città, per inaugurare l'anno accademico dell'Università di Foggia.

“Egregio signor Presidente, chi Le scrive è  una persona che ha la disperata voglia di rimettersi in discussione dal punto di vista lavorativo. Mi chiamo Vincenzo, ho 56 anni e disoccupato, mio malgrado, da oramai 11 anni”, scrive nella lettera inviata al capo dello Stato.

“Attualmente risulto essere percettore di reddito di cittadinanza. Una misura che seppur mi consente di mangiare, lavare e vestire, mi priva di quella caratteristica umana che non può prescindere dal percorso vitale di una persona: la dignità!”  

“A dir la verità sono stato ad un passo dal raggiungere l'agognato obiettivo lavorativo se non fosse stato per il terribile morbo del terzo millennio. Avrei, infatti, dovuto prendere servizio, alle dipendenze della protezione civile, in un penitenziario pugliese proprio per contenere quel maledetto virus che invece ha rappresentato la causa della mia attuale posizione di inoccupato. Il Covid-19 - racconta - mi ha colpito duramente. Sono vivo per miracolo e questo lo devo in primis ai medici che mi hanno curato e, in considerazione della mia fede nel Signore, a due persone speciali che hanno caratterizzato il mio vissuto spirituale, vale a dire San Pio da Pietralcina e il compianto Frate Cipriano De Meo”.

 “La gioia di vivere come potrete immaginare ha pervaso la mia persona. Tuttavia quella che vivo è una gioia a metà. La mia felicità non può dirsi tale se non attraverso la metamorfosi decritta in premessa. Considerato quanto sopra sono qui a chiedere di perorare la mia causa. Mi ponga nelle condizioni, La prego, di mettere da parte il reddito di cittadinanza e, attraverso un impiego non importa se da operatore socio sanitario, da falegname (professione che ho svolto per diversi lustri) o da addetto alle pulizie, permettermi di riconquistare la dignità perduta, ovvero di credere nel principio costituzionale statuito nell'articolo primo della madre di tutte le leggi”, conclude.

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