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Cronaca

Furti continui, raid e sfregi: “Così ci hanno costretti a lasciare casa: aiutateci!”

La lettera dei coniugi Veneziano che, a 60 anni suonati, si ritrovano senza un alloggio. L'appello al prefetto, all'arcivescovo e al sindaco, per una vita dignitosa: "La situazione è insostenibile. Mia moglie si sta ammalando di dolore"

Il Comune di Foggia aveva concesso loro un’abitazione a Borgo Mezzanone, ma i malviventi hanno costretto una coppia di foggiani ad abbandonare quella casa e a chiedere ospitalità ad amici e parenti. Troppi furti violenti, troppi dispetti subìti: non si tratta solo di ‘topi d’appartamento’ perché chi ha agito a casa dei coniugi Veneziano ha infierito con metodo, tagliando i vestiti, recidendo biancheria, danneggiando i sanitari e radiatori, rendendo - di fatto - invivibile l’abitazione.

A raccontare la vicenda, in una lettera aperta inviata al Prefetto di Foggia, all’Arcivescovo e alla stampa, sono proprio le vittime dell’accaduto: Antonio Veneziano e Marinella Lo Mele di 64 e 62 anni, quindi non proprio giovincelli. “Fino a pochi giorni fa, vivevamo in una casa a Borgo Mezzanone – spiegano – dove 12 anni fa il Comune di Foggia ci aveva concesso un alloggio. Nel giro di un mese, prima a fine febbraio e poi il 10 marzo, siamo stati vittime di due furti violenti, che ci hanno letteralmente distrutti”. Nelle loro parole c’è amarezza mista a disperazione, per quanto costruito faticosamente negli anni e annientato in una manciata di ore.

“Gente senza scrupoli, ladri e delinquenti si sono introdotti in casa distruggendo tutto quanto ci fosse, dai divani ai sanitari, dai mobili alle finestre, tagliando e strappando qualsiasi cosa compreso il nostro vestiario, rubando suppellettili, compresi gli infissi, la caldaia e la rubinetteria del bagno”. In breve tempo hanno reso la loro abitazione inabitabile. Non che non ci abbiano provato a sistemare le cose: “Il freddo, i disagi e la paura di un’altra aggressione ci hanno costretto ad abbandonare la casa. E probabilmente era quello che volevano”, spiegano.

Da allora, Antonio e Marinella vivono a casa di parenti che alternativamente offrono loro ospitalità. Entrambi non hanno un reddito e non hanno la possibilità di affittare nemmeno un monolocale. Per questo chiedono aiuto al prefetto, all’arcivescovo della diocesi Foggia-Bovino e al sindaco affinché possano mettere a disposizione un qualunque alloggio, per condurre una vita dignitosa: “La situazione è insostenibile”, spiga Antonio. Mia moglie si sta ammalando di dolore”.

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