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La chiesa di San Tommaso Apostolo

La chiesa di San Tommaso Apostolo

I fondi per la chiesa di San Tommaso rischiano di sparire: l'appello a Emiliano e Piemontese

E' quello lanciato da Paolo De Vito, a nome dell'associazione "Amici di San Tommaso", in relazione al rischio che sia definanziato il restauro conservativo e la messa in sicurezza della chiesa di via Giuseppe Ricciardi

Un appello diretto al presidente Michele Emiliano e all’assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese, affinché salvino i fondi - 1 milione e 150 mila euro, annunciati con grande gioia dall'ex parroco, don Matteo Ferro che tanto si spese per la causa - che servono per il restauro della Chiesa di San Tommaso Apostolo di Foggia.

E’ quello lanciato da Paolo De Vito, a nome dell’associazione “Amici di San Tommaso”, in relazione al concreto rischio che sia definanziato il restauro conservativo e la messa in sicurezza della chiesa di via Giuseppe Ricciardi, nel cuore del centro storico del capoluogo danno. E tutto questo, dopo che, alla fine dello scorso anno, si era chiusa positivamente la procedura negoziata prevista nell’Accordo di Programma Quadro “Beni e attività culturali”, oggetto di Delibera CIPE n. 92/2012, a cui fa riferimento, unitamente al Fondo di Sviluppo e Coesione, il finanziamento di 1.149.557 euro messo a disposizione del progetto.

“Sei mesi dopo la gioia per quel risultato, frutto del lavoro di anni e dell’impegno diretto dell’assessore Piemontese – sottolinea De Vito –, non si è mossa foglia e abbiamo notizie molto preoccupanti di un disimpegno dell’Arcidiocesi rispetto ai futuri oneri di gestione e manutenzione di una chiesa che ha mille anni di storia, è legata al mito della fondazione della città di Foggia, essendo stata ricostruita in stile barocco sul manufatto realizzato fin dall’XI secolo sul sito della Taverna del Gufo”.

“Ogni 13 agosto – torna a ricordare il membro dell’Associazione – dalla Cattedrale, il Sacro Tavolo dell'Iconavetere viene portato in processione tra le mura di via Ricciardi, per rimanervi sino al giorno successivo quando viene portato in giro per la città per la grande processione che precede la festa dell'Assunta: significa che parliamo del cuore della comunità foggiana, che non può essere bistrattato per ragioni opportunistiche. “Sono tempi difficili per tutti – conclude De Vito – ma non è giusto che, anche quando si riesce a mobilitare le risorse pubbliche, le Diocesi siano passive rispetto al grande patrimonio culturale che custodiscono”.

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