Cronaca

Appartamento a "prezzo vantaggiosissimo" a Landella dietro al progetto da 2 milioni di via Gramsci. Grieco denuncia Iaccarino per calunnia

La società Grim srl ha denunciato Leonardo Iaccarino per le dichiarazione rese al pubblico ministero e l'avvocato che gli avrebbe confidato le circostanze poi riferite in Procura. L'investimento da 2 milioni di euro non convinceva diversi consiglieri comunali

"L'immobile venduto da una società del gruppo Grieco alla famiglia Landella è stato regolarmente e congruamente pagato con modalità totalmente tracciabili; nessun beneficio il gruppo Grieco ha chiesto né ottenuto dall'amministrazione comunale di Foggia la quale, anzi, a tutt'oggi non ha ancora rilasciato il mutamento di destinazione d'uso previsto dalla normativa, nonostante il verificarsi di tutte le condizioni previste dalla legge".

È Michele Grieco, amministratore della società Grim srl, a smentire pubblicamente quelle che bolla come "fantasiose dichiarazioni rese al Pm" da Leonardo Iaccarino. Le circostanze riferite ai pubblici ministeri erano oggetto di chiacchiericcio prima degli scandali e delle inchieste giudiziarie che hanno travolto il Comune di Foggia.

A parte i dubbi sulla sussistenza dell'interesse pubblico per il cambio di destinazione d’uso da uffici a residenze turistico-alberghiere di un fabbricato in via Gramsci, le resistenze al progetto presentato dalla società Grim sarebbero state alimentate dal sospetto che la proposta di delibera fosse stata accelerata a seguito dell'acquisto di un immobile del gruppo Grieco effettuato dalla famiglia Landella.

Con dovizia di particolari, come quello dell'atto notarile firmato il 27 agosto, Iaccarino poco più di un mese prima del suo arresto riferiva la vicenda a riprova della sua teoria che l'allora sindaco curasse gli affari di famiglia mentre amministrava la città. Lamentava che solo dopo sei settimane dall'acquisto dell'appartamento la delibera era arrivata sul tavolo della presidenza, all'epoca il suo, e si diceva ignaro di tutto, salvo poi essere stato informato, presumibilmente a febbraio-marzo, da un non ben specificato qualcuno che poi si rivelerà essere un avvocato secondo quando riferito ai pm, della vendita ad "un prezzo vantaggiosissimo".

Non è escluso che le circostanze e la coincidenza, probabilmente riferite anche ad altri, per quanto magari considerate alla stregua di un pettegolezzo, abbiano influito sulla tendenza a procrastinare la trattazione dell'argomento. L'investimento da 2 milioni di euro, almeno all'apparenza inspiegabimente, a parte le obiezioni sull'interesse pubblico, sembrava non convincere diversi consiglieri.

La proposta di deliberazione (la numero 217), a onor del vero, era datata però 9 dicembre 2020, iscritta all'ordine del giorno per la prima volta nel Consiglio comunale dell'1 febbraio, la stessa seduta in cui si discuteva della proposta di revoca della carica del presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino dopo lo scandalo delle pistolettate a salve dal balcone per festeggiare il Capodanno. Per quel suo ultimo Consiglio da presidente, Iaccarino si era impegnato a scaricare tutte le proposte giacenti nell'ufficio di presidenza.

Al quarto punto all'ordine del giorno compariva il "Progetto di ristrutturazione con mutamento della destinazione d’uso da Servizi generali e Speciali a Residenze Turistico/Alberghiere di un fabbricato sito in Foggia alla Via Antonio Gramsci n. 77 allegato alla richiesta di Permesso di costruire in deroga ai sensi dell’art. 14 comma 1-bis e art. 16 comma 4 d-ter del D.P.R. 380/2001 e s.m.i.. Attestazione Interesse Pubblico".

Nelle successive sedute del 15 febbraio, dell'11 e del 23 marzo, l'argomento è stato iscritto all'ordine del giorno fino a quando il sindaco Franco Landella ha comunicato in una nota inviata alla commissione Ambiente e Territorio che, alla luce delle perplessità espresse dai consiglieri proprio in quella commissione e delle richieste integrative, e considerato che l'assessorato all'Urbanistica risultava vacante, la proposta di deliberazione era da intendersi ritirata per le successive determinazioni, e non sarebbe stata trattata nella seduta del 15 aprile. Il parere della commissione, vale la pena di ricordarlo, non è vincolante.

A perorare la causa della società, in sede di audizione nella commissione, era stato il 9 marzo l'architetto Augusto Marasco. In rappresentanza della ditta proponente, aveva illustrato il progetto da 2 milioni di euro che prevede la realizzazione di strutture turistico-alberghiere nella porzione abbandonata dello stesso fabbricato occupato dall'Università di Foggia e da un lounge bar, dove ancora oggi è apposta la targhetta della Telecom che più o meno 15 anni fa ha lasciato quegli uffici.

Le motivazioni dell'interesse pubblico, secondo quanto prospettato dalla società, risiedevano nelle opere di urbanizzazione proposte dalla Grim, e si sostanziavano in una serie di interventi sul verde pubblico, sul decoro urbano e sulla sicurezza stradale di quel tratto teatro di incidenti anche mortali. Ma su tutti, il consigliere Francesco D'Emilio per primo non lo ravvisava, e aveva espresso più di un dubbio.

L'architetto Marasco aveva lasciato intendere che, in caso di mancata trattazione dell'ordine del giorno secondo i termini previsti dalla normativa, la società avrebbe potuto avanzare richiesta di risarcimento danni e oggi, dalla nota a firma di Michele Grieco si apprende che "la società ha attivato i rimedi giurisdizionali previsti dall'ordinamento", considerando l'inadempimento dell'ente "grave e duraturo".

Il gruppo Grieco oggi smentisce categoricamente "qualsiasi ipotesi di dazione di danaro in favore dell'ex sindaco Landella anche sotto forma di utilità": nessun trattamento di favore alla figlia dell'allora primo cittadino. Il gruppo, tramite lo studio legale dell'avvocato Raul Pellegrini, ha sporto denuncia per calunnia sia contro Leonardo Iaccarino sia contro l'avvocato che gli avrebbe confidato le circostanze poi riferite dall'ex presidente del Consiglio comunale alla Procura.

Il "movente" della calunnia, secondo Michele Grieco, sarebbe costituito dall'espulsione dell'avvocato dal gruppo, risalente a tre anni fa, "a causa dei suoi comportamenti scorretti e illeciti, ancora all'attenzione del giudice penale". Grieco sospetta che sia stato proprio lui a orchestrarla. Confida nel lavoro dei magistrati che "sapranno cogliere l'assoluta inverosimiglianza delle circostanze loro riferite da Leonardo Iaccarino".

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