"Non siamo dei cogl....". Sindaci foggiani costretti a rubare i dati sul Coronavirus. Tutolo sbotta: "Non prendeteci per il c..."

Chi nasconde i dati o non li comunica, dovrà vedersela con Antonio Tutolo, sindaco di Lucera, che da questa mattina guida la rivolta dei sindaci e promette battaglia. Urla, impreca e dice basta: "Non siamo gli scemi del villaggio"

 

Avevamo già riportato le difficoltà rappresentate dai sindaci di Capitanata circa la gestione dei casi positivi al Coronavirus, dei rientri dal Nord, delle quarantene e dei tamponi. Ci eravamo espressi definendo errata la decisione di non coinvolgerli (leggi l'editoriale). 

Ecco alcuni passaggi delle dichiarazioni, forti e nette, del sindaco di Lucera Antonio Tutolo.

Non c'è alcuna intenzione di affrontare seriamente il problema. Siamo mortificati, io i dati li devo rubare, elemosinare, secondo qualcuno non ho il diritto di averli, ma adesso mi sono rotto le scatole

Gli unici cogl.... che non devono saperlo sono i sindaci. E come controllano i sindaci se uno che è positivo va in un supermercato o a fare la passeggiata? Pensate ci sia qualcuno che controlla? Vi sbagliate. 

Ci stiamo prendendo per c....? Voglio capire qual è il motivo per il quale noi non dobbiamo essere informati? La pazienza ha un limite, io ci ho messo e ci metto la faccia tutti i giorni, vengo qua a farmi il c....cercando di difendere al meglio la mia città e i miei cittadini. E poi c'è chi dice che noi non dobbiamo sapere? I dati che ci danno non sono assolutamente esaustivi, sono incompleti, non servono a un c....

C'è la volontà di nasconderci qualcosa, i dati che ho sono reali perché li rubo. Io li voglio i dati, non voglio rubarli. Io devo poter controllare positivi e quarantene. E' chiaro o non è chiaro? Io li pretendo, perché altrimenti ci dovete togliere dal Tuel che noi siamo i primi responsabili della salute pubblica. Non voglio essere lo scemo del villaggio. Ma di che c.... parliamo"

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