L’appello disperato di Antonio Lupoli, da 13 anni affetto da sclerosi multipla

"Sono paralizzato, ho un gravissimo deficit respiratorio, gravi difficoltà di deglutizione, paralisi al viso e alla lingua, che mi danno dolori atroci"

Antonio Lupoli è un giovane foggiano affetto da sclerosi multipla da ben 13 anni che vive in un quartiere di periferia della città. Paralizzato, ha un gravissimo deficit respiratorio. Lo hanno abbandonato tutti, tranne la moglie Franca che con enormi sacrifici sta provando a colmare quel vuoto di affetti e quei momenti bui che più volte hanno spinto Antonio a tentare di togliersi la vita.

Al danno di una vita difficile si è aggiunta anche la beffa di una situazione economica drammatica, ormai insostenibile per via delle spese che i coniugi devono affrontare. Per questo motivo Antonio e Franca lanciano un disperato appello alla comunità, chiedendo che la solidarietà si trasformi in un gesto, anche il più piccolo, che possa però strappare un pò di gioia ai giorni futuri.

Il testo della lettera | “Mi chiamo Antonio Lupoli, sono un giovane gravemente ammalato ed abito alla periferia di Foggia. Sono affetto da circa 13 anni da una terribile malattia: la sclerosi multipla  in forma molto grave ed aggressiva.

Attualmente sono totalmente paralizzato, ho un gravissimo deficit respiratorio, gravi difficoltà di deglutizione, paralisi al viso ed alla lingua, che mi dà dolori atroci. Sto dettando con enorme fatica queste parole a mia moglie Franca, perché lei è l’unica persona che mi è rimasta accanto, prendendosi cura di me con enormi sacrifici, nonostante soffra anche lei a causa patologie serie.

I miei genitori sono morti, le mie sorelle, i miei fratelli e i parenti sono fuggiti via da me da tanti anni, forse per paura che potessi chiedere loro un aiuto. Mi manca tanto un po’ di affetto e di sincera amicizia. Nei momenti più bui ho tentato di togliermi la vita, ma oggi non ho più la possibilità di fare anche questo perché sono costretto a vivere, a soffrire con angoscia, pur sapendo che il giorno dopo sarà peggiore.

Desidero morire, cosa ci faccio su questa terra immobile in un letto? Non ho potuto avere neanche la gioia di un figlio. Dio ha voluto un sacrificio totale oppure si è dimenticato di noi due?  Oltre a tutte queste miserie viviamo in uno stato di estrema indigenza. Tante volte ho rivolto appelli alle istituzioni e agli enti preposti, anche attraverso la stampa, ma tutti fingono di non vedere e sentire.

Io e mia moglie cerchiamo di sopravvivere con la mia sola pensione e l’accompagnamento di appena 700 euro, ai quali dobbiamo togliere le spese per le bollette, delle rate per un mutuo bancario che ho dovuto fare per visite specialistiche, acquisto di legna per il riscaldamento.

Non abbiamo un telefono fisso, ma solo un cellulare peraltro mal funzionante. Ho bisogno di acquistare del cibo speciale, molto costoso, come anche i soldi che devo spendere per i farmaci nonostante sia invalido al 100% e totalmente esente. Non abbiamo un computer, questa e-mail l’ha spedita un mio amico, uno dei pochi, che si è offerto di aiutarmi. Sì, perché ho bisogno di aiuto.

Mia moglie cerca di recuperare un po’ di viveri in parrocchia, quando ci sono. Mi sento tanto in colpa ed umiliato, perché non ho potuto darle una vita serena e dignitosa, che merita. La prego di vero cuore e con grande umiltà di aiutarmi con un gesto di carità, anche piccolo, perché per me è fondamentale. Non mi abbandonate, non mi resta molto tempo, la mia ‘corsa’ sta per terminare. Grazie per la gentile attenzione e auguri di Santo Natale"

Posso documentare tutto. Per qualsiasi aiuto in denaro farlo tramite vaglia postale.

LUPOLI ANTONIO – ROSSI FRANCA
STRADA VICINALE TROIA KM 0,300
71122 FOGGIA
CELL.340/3485016

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