Agguato fallito a Cerignola? La preoccupazione del sindaco: "Qui non si vive più"

Il passaggio di un automobilista sulla strada comunale San Samuele potrebbe aver sventato un agguato nei pressi della Sia. Il sindaco: "Faremo un fronte comune per rispondere all’assalto di una criminalità affatto sprovveduta"

Avevano ostruito la carreggiata lasciando rami di albero sull’asfalto per costringere la vittima designata a fermarsi con il proprio veicolo, così da portare a termine il loro agguato. Il primo automobilista a trovarsi di fronte l’ostacolo, però, non era il loro bersaglio, e così  due malviventi pronti a colpire hanno dovuto precipitosamente darsi alla fuga.

E’ quanto accaduto, intorno alle 17, sulla strada comunale San Samuele, a circa un chilometro di distanza dalla sede della Sia e dalla discarica di Forcone Cafiero. “Chiediamo un’ulteriore intensificazione delle azioni di controllo e presidio del territorio di Cerignola alle forze dell’ordine, che pure svolgono un lavoro eccezionale”, afferma il sindaco Antonio Giannatempo.

“Quanto successo nei giorni scorsi desta in tutti noi grande preoccupazione perché conferma, per l’ennesima volta, come la criminalità locale non si fermi davanti a niente, riuscendo a muoversi a suo piacimento, in qualsiasi punto della città e ad ogni ora. Non sappiamo chi fosse il vero bersaglio dell’agguato; è certo, però, che chi ha agito si sentiva sicuro di poter compiere in tutta tranquillità un delitto in pieno giorno e su una strada di campagna trafficata perché utilizzata dagli autisti dei camion che trasportano rifiuti e dai dipendenti della Sia”.

“Stiamo facendo tutto il possibile, nei limiti delle nostre competenze, per cercare di creare un fronte comune a livello istituzionale per rispondere all’assalto di una criminalità molto meno sprovveduta di quanto si pensi e che invece sta dilagando. Quella di Cerignola, lo dico con grande tristezza, è da troppi anni una situazione assolutamente particolare che non può più essere affrontata adottando provvedimenti di ordinaria amministrazione. Qui si rischia di non vivere più”.

“L’episodio mi lascia fortemente sgomento e preoccupato, visto che è avvenuto molto vicino alla sede della società e che al centro delle attenzioni di qualcuno potrebbe essere finita proprio la Sia – dice Francesco Vasciaveo, amministratore unico della società -. Ultimamente, viste le tensioni legate alle innumerevoli richieste di un lavoro in Sia diverse persone si sono recate negli uffici aziendali, rivendicando anche con toni minacciosi il loro diritto ad un posto di lavoro. Non si era mai arrivati però, ad assistere a fatti come quello di lunedì scorso”.

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“Per chiarezza, e per non ingenerare inutili aspettative occupazionali, voglio ribadire che, al momento, non esistono possibilità lavorative in Sia, né su tutto l’Ambito Territoriale gestito dall’azienda, per il semplice fatto che manca totalmente la copertura finanziaria necessaria per l’assunzione di nuovo personale Il clima che si respira tra i dipendenti è decisamente pesante, non solo in seguito a questa  criminosa azione, ma anche per una serie di tensioni dovute all’incertezza della situazione operativa, riguardante in particolare la gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti e dei servizi di raccolta. Per quanto mi riguarda, quest’ultimo episodio mi porterà ad assumere a breve decisioni legate al mio ruolo nell’azienda”.

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