Omicidio Fatone: inquirenti seguono tre piste. Si scava nel passato della vittima

Gli hanno sfregiato il volto a colpi di mattone e lasciato in bocca due banconote da 20 euro. Antonio Fatone, il pregiudicato 43enne di San Severo, è stato ucciso come fosse un traditore

Carabinieri

Ieri mattina il suo cadavere è stato trovato da un agricoltore su un fondo agricolo di Rignano Scalo ad una decina di chilometri da Foggia. Fatone era scomparso da due giorni: mercoledì era uscito da casa per andare al lavoro e non vi aveva più fatto ritorno, tant'é che la moglie ne aveva denunciato la scomparsa al commissariato di polizia.

Il cadavere era riverso a terra, supino, in contrada 'Salduto'. Sul capo c'erano profonde ferite provocate dai colpi dei mattoni in cemento trovati accanto alla vittima. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il medico legale e il pm di turno del tribunale di Foggia, Luciana Silvestris, che stanno cercando di fare luce sul delitto.

Un primo indizio sono sicuramente le due banconote che il killer ha infilato in bocca a Fatone.

Per i carabinieri può significare che il pregiudicato abbia rivelato a qualcuno segreti della malavita locale, oppure che si sia appropriato di danaro non suo. L'altro indizio è l'esecuzione con colpi di mattonella, che fa pensare ad un delitto di matrice non mafiosa e forse neppure premeditato. Ma è ancora presto per dirlo.

I militari hanno sentito la moglie di Fatone che però non ha saputo aggiungere altro. Ascoltato anche il datore di lavoro di Fatone, forse l'ultima persona a a vederlo vivo. La vittima, dopo aver lasciato il posto di lavoro nel pomeriggio del 14 non ha dato più notizie di sè. Inutili sono stati i diversi tentativi di mettersi in contatto con lui da parte della moglie perchè il cellulare risultava sempre spento.

Il medico legale ha stabilito che la morte di Fatone risalirebbe a circa 48 ore prima del ritrovamento. All'inizio della prossima settimana il magistrato inquirente affiderà l'incarico ad un medico legale per l'esecuzione dell'esame autoptico.

Secondo gli inquirenti l’uomo sarebbe stato ucciso altrove. Da domenica mattina elicotteri in volo alla ricerca dell’automobile della vittima, una Renault Clio. Intanto è stato messo sotto controllo anche il cellulare della vittima ritrovato a pochi metri dal corpo.

Ora gli inquirenti stanno scavando anche nel passato della vittima. Il 31 luglio 2002 Fatone fu arrestato (ma poi assolto) con l'accusa di aver nascosto un bazooka in una cappella privata del cimitero di San Severo.

Le indagini che portarono al sequestro dell'arma erano state avviate pochi giorni prima quando i poliziotti, alla periferia di San Severo, avevano recuperato una mitraglietta calibro nove: l'arma era stata nascosta in una buca scavata in un terreno nei pressi del quale era stato notato l'allora incensurato 33enne.

Per alcuni giorni l'operaio fu pedinato, fino a quando fu visto entrare e trattenersi nella cappella in cui si trovava il bazooka e la relativa munizione. A quel punto gli agenti compirono perquisizioni nell'abitazione e nell'autovettura di Fatone: nella 'Golf' dell'uomo fu trovata una pistola calibro 22.

Tre mesi dopo il sequestro del bazooka la polizia trovò, sotterrato sempre in un terreno alla periferia di San Severo, un vero arsenale nascosto alla fine degli anni Novanta: 43 bombe a mano del tipo ad 'ananas'; 300 detonatori alcuni dei quali predisposti anche per 'l'innesco tramite radiocomandò; due chilogrammi di esplosivo, 300 cartucce di vario calibro, una pistola calibro 22, un bazooka e decine di metri di miccia a lenta combustione.

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Quasi tutto materiale risultò proveniente dai Paesi dell'Europa dell'Est. Si pensò ad un traffico internazionale di armi, le indagini ripartirono da Fatone ma non si arrivò mai a una sentenza di condanna a carico del pregiudicato.

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