Dall'operazione 'Corona' a 'Black Land': tutte le attività investigative dell'era Basilicata

Le attività investigative portate avanti negli ultimi 4 anni. Operazioni che hanno colpito la Società Foggiana, il traffico di stupefacenti o di rifiuti illeciti. Tutto ciò accanto all'attività ordinaria e straordinaria

La conferenza stampa dell'operazione 'Corona'

Per quattro anni a Foggia, il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, Antonio Basilicata, si è fatto subito riconoscere per una impostazione del lavoro, un metodo, basato sulla prevenzione dei reati, tanto quanto sulla repressione. Un’organizzazione del lavoro annunciata al momento del suo insediamento e poi mantenuta nei fatti. Un imponente spiegamento di uomini e mezzi per aumentare la “percezione della sicurezza” in città.

In questi anni, l’attenzione dell’Arma è sempre stata rivolta a tutti i settori di competenza, con particolare riferimento alla prevenzione e repressione dei reati predatori, a quelli derivanti dall’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti ed all’ingerenza della criminalità nella pubblica amministrazione. Il particolare impegno nell’attività di prevenzione si è concretizzato in un aumento costante della proiezione esterna dei carabinieri in termini di pattuglie e perlustrazioni con il risultato di aumentare il controllo del territorio, l’attività informativa e la percezione della sicurezza.

IL COLONNELLO BASILICATA: "HO FATTO TUTTO IL POSSIBILE"

Prioritario è stato poi, sul fronte repressivo, il contrasto alla criminalità organizzata, attraverso la disarticolazione dei sodalizi, la cattura dei latitanti e la sottrazione dei patrimoni illecitamente accumulati. In merito si segnalano le seguenti operazioni di servizio l’operazione 'Babele' del gennaio 2015, contro i gruppi criminali emergenti di Trinitapoli dediti al traffico di sostanze stupefacenti ed estorsioni aggravate dalla metodologia mafiosa e le operazioni contro la Società Foggiana 'Good Fellas', 'Gotha 2013' e, in collaborazione con il ROS di Bari 'Corona', tutte della seconda metà del 2013.

Ancora, si ricorda l’operazione 'Black Land' dell’aprile 2014, in collaborazione con il NOE di Bari, che ha smantellato un’organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti che da alcune zone della Campania venivano “tombati” in cave dismesse nell’agro di Ordona e in altri terreni della provincia di Foggia. Particolare attenzione è stata posta anche al contrasto del fenomeno dell’assenteismo nella pubblica amministrazione che si è concretizzato nell’esecuzione, in due distinte operazioni, di ordinanze di misura cautelare nei confronti di impiegati della Provincia (aprile 2015) e del Comune di Foggia (maggio 2016).

Numerose sono state poi le operazioni portate a termine contro autori di reati predatori ed in particolare si ricordano quelle di Vico del Gargano, operazione 'Banda Bassotti' dell’aprile 2015, che ha smantellato un’organizzazione composta da 12 persone dedita ai furti in abitazione, 'Stop and go'  del gennaio 2015 che ha portato all’arresto di soggetti cerignolani specializzati nelle rapine ai distributori di benzina e 'Predator' dell’ottobre 2014, che ha portato all’arresto di un gruppo di cerignolani dediti agli assalti ai tir.

Sono stati risolti anche importanti casi di omicidio, che hanno destato particolare impressione nell’opinione pubblica ed in particolare le indagini dei Carabinieri di Foggia hanno permesso di identificare gli autori dell’omicidio di Angelo Radatti ad Apricena del dicembre 2013, di Pasquale Del Grosso ad Ascoli Satriano del gennaio 2014 e dei due casi di rapina tragicamente degenerata nell’uccisione della vittima: l’omicidio di Antonio Carafa a San Severo nel febbraio 2016 e quello di Giuseppe Ciuffreda lo scorso maggio.

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Per ultimo, in ordine di tempo, il contrasto al caporalato, grazie ad una task force interforze che, nei giorni scorsi, ha effettuato una serie di mirati controlli nelle campagne della provincia al fine di attuare una decisa azione di contrasto a tale fenomeno criminale, identificando e denunciando sei cittadini stranieri per esercizio abusivo dell’attività di intermediazione di manodopera.

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