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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Antonello Francavilla, chi è il boss di Foggia ferito con il figlio 15enne nell'agguato di Nettuno

Chi è Antonello Francavilla, l'elemento al vertice della batteria della Società Foggiana 'Sinesi Francavilla', vittima dell'agguato avvenuto questa mattina nella sua dimora di Nettuno, in cui è rimasto gravemente ferito il figlio 15enne

Antonello Francavilla è considerato da sempre al vertice o comunque un elemento di spicco dell’omonima e storica batteria della Società Foggiana dei Sinesi-Francavilla. Nel 2013, il 27 novembre, fu catturato dopo sette giorni di latitanza dopo esser sfuggito agli arresti eseguiti nell’operazione Gotha, con la quale i carabinieri avevano inferto un duro colpo al clan, sgominando un’organizzazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Francavilla – che si trovava nella sua villa-bunker di via Castelluccio dei Sauri - non aveva opposto resistenza. In quella occasione gli furono contestati i reati di acquisto, importazione, trasporto e detenzione di sostanze stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti dell’epoca, avrebbe voluto passare un’ultima notte con la sua famiglia, prima di abbandonare nuovamente la città per una latitanza quanto più lunga possibile. Già in passato era riuscito a sottrarsi alla cattura nel blitz ‘Araba Fenice’ del 2003. Aveva fatto perdere le tracce per due anni.

Figlio de ‘Il Nero’ e genero di Roberto Sinesi, nel maggio 2014, qualche mese dopo l’operazione Gotha, gli furono sequestrati beni mobili, immobili e attività d’impresa a lui riconducibili, per un valore di 800mila euro. Nell’aprile 2016 fu condannato a otto anni di reclusione al termine del processo 'Corona' con rito abbreviato.

Nel dicembre 2019, rispetto all'operazione 'Rodolfo' eseguita nell’aprile 2016, era stato condannato a 8 anni e 6 mesi di reclusione in primo grado per concorso nell’estorsione con rate mensili di 3mila euro ai danni di un imprenditore (era stato assolto dall’analoga accusa di concorso in un ulteriore taglieggio alla stessa vittima del maggio-giugno 2014).

Nel giugno 2021 i giudici della seconda sezione penale della corte d’appello di Bari gli avevano inflitto 13 anni e quattro mesi in continuazione, di cui sei per la vicenda Rodolfo e i restanti per il processo Corona: fu riconosciuto colpevole di concorso in una estorsione del giugno-novembre 2012 con rate mensili di 1000 euro.

Dal marzo dell’anno scorso si trova agli arresti domiciliari a Nettuno, in provincia di Roma, nell’abitazione dove questa mattina è stato vittima di un agguato insieme al figlio 15enne (continua a leggere).


 


 

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