Cronaca San Michele / Piazza XX Settembre

Pesante tegola su Palazzo Dogana, per il Ministero delle Finanze: "5 anni di bilanci falsati"

Numerose anomalie e irregolarità riscontrate nei documenti contabili e atti di giunta. E' quanto emerge nella relazione di 200 pagine di inviata al commissario straordinario, Fabio Costantini

Tegola sulla ex amministrazione Pepe. I bilanci di 5 anni di governo a Palazzo Dogana sarebbero falsati. E' il giudizio, pesante, che emerge dalle 200 pagine che i tecnici del ministero delle Finanze hanno inviato al commissario straordinario, Fabio Costantini.

La relazione, durissima, segue l'ispezione della Ragioneria di Stato di circa tre mesi fa, quando, a pochi mesi dalla soppressione dell'ente, i funzionari del governo si recarono negli uffici di Palazzo Dogana per acquisire fascicoli e faldoni, sulla scia di quanto accaduto anche in Camera di Commercio ed al Comune di Foggia. 200 pagine che diventano una brutta tegola per l'ex presidente azzurro, Antonio Pepe, ed i dirigenti che hanno redatto e firmato i bilanci, chiamati ora a produrre tutti i chiarimenti necessari e le dovute controdeduzioni.

Perchè le osservazioni più gravi riguarderebbero proprio la redazione dei documenti contabili in 5 anni, l'intero mandato Pepe per intenderci, che ha avuto come titolari del bilancio prima Leonardo di Gioia, quindi il centrista Matteo Cannarozzi de Grazia e, infine, il già revisore dei conti Raffaele Di Ianni. Per il Ministero emergerebbero numerose anomalie ed irregolarità che avrebbero falsato i documenti contabili.

Tra queste, la sistematica imputazione di cifre di spesa, tanto in entrata quanto in uscita, a capitoli ai quali non andavano imputate. La Provincia deve ora verificare se queste imputazioni "illegittime" abbiano provocato danni gravi, se, cioè, si è trattato di maquillage fatti per rispettare, negli anni, il vincolo del patto di stabilità a cui era chiamato l'ente. Non solo. Nel mirino pare ci sia anche un eccessivo indebitamento, al quale l'ente sarebbe ricorso per finanziarie consulenze, retribuzioni dei dirigenti (con erogazione di somme accessorie "illegittime") e la stessa posizione del segretario generale, Vincenzo Morlacco, che a parer degli ispettori non avrebbe potuto ricoprire quell'incarico perché in quiescenza da alcuni anni. Ma sarebbero tanti i casi di irregolarità.

Le 200 pagine si concentrano anche sugli atti di giunta, in particolare quelli che riguardano la modifica dei regolamenti interni dell'ente. Gli incentivi sulla progettazione, ad esempio, sarebbero, per regolamento, dovuti andare solo ai progettisti. L'esecutivo, invece, ne avrebbe modificato la distribuzione, destinando parte delle risorse anche all'ufficio stipendi. Si tratta ora di capire se tali atti ed irregolarità possono configurare il danno erariale per l'ente. Procedere non è facile, anche perché (vedi incentivi alla progettazione) se somme irregolari sono state percepite, sono state comunque percepite legittimamente, con un atto di giunta.

Il commissario è già al lavoro per preparare la relazione controdeduttiva. Probabilmente venti giorni, o poco meno, assicurano da via xx settembre dove non si nasconde l'enorme preoccupazione per una relazione che smonterebbe 5 anni di governo che, se non ha eccelso per sviluppo e produttività, era se non altro vantato per essere stato tra i più "virtuosi" sotto il profilo finanziario

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