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"Ho fatto la cosa giusta". Angelo e quel gesto che ha commosso tutta Foggia: "Ora vorrei non essere più un fantasma"

Il racconto del 23enne: “Inizialmente avevo preso il denaro, ma poi non ho dormito per tutta la notte. Ho pensato che potesse appartenere a qualcuno che avesse più bisogno di me. Il mattino seguente li ho consegnati ai carabinieri"

 

Angelo ha 23 anni ed è disoccupato già da vari mesi. Difficile per lui tirare avanti senza un lavoro, con moglie e due figli a carico, Carmine di quasi 6 anni e Samuele, di un anno e mezzo. Si considera uno dei ‘fantasmi’ di via Capitanata, alla periferia di Foggia, “perché dopo tanti anni non possiamo ancora avere una residenza, il che rende tutto più difficile”.

Due giorni fa, andando a prelevare il denaro allo sportello automatico dell’ufficio postale di piazza Cesare Battisti, nella sua città, trova delle banconote non ritirate: 380 euro in contanti, un ‘tesoretto’ che avrebbe fatto comodo per tante esigenze, ma che avrebbe macchiato la sua coscienza. “Inizialmente avevo preso il denaro, pensavo di essere stato fortunato - racconta a FoggiaToday - ma poi non ho dormito per tutta la notte. Il mattino seguente ho consegnato tutto ai carabinieri e ho contattato l’ufficio postale. Ho pensato che potessero appartenere a qualcuno che ha più bisogno di me. A qualcuno che quel denaro lo aveva sudato”.

Ed è questo l’insegnamento che Angelo vuole dare ai suoi figli: “Ho spiegato al più grande che non si prendono le cose degli altri”. Il denaro, è stato appurato dai dipendenti dell’ufficio postale, apparteneva ad un migrante “che non parla nemmeno l’italiano. Non l’ho incontrato, ma immagino mi abbia ringraziato. Per me va bene così. Ho fatto il mio”.

Lui ci crede: “Per me Foggia è la città più bella del mondo”. Ed è qui che vuole rimanere. Ma per farlo ha bisogno di un lavoro “serio e onesto” e di una residenza per la sua famiglia “per non essere più un fantasma in questa città” | IL VIDEO

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