Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

'C'era una volta'. Nome dell'indagine fa infuriare gli avvocati dei Cera: "Sconcertati, banale e poco rispettoso"

Gli avvocati Francesco Paolo Sisto e Michele Curtotti, difensori di Angelo e Napoleone Cera. "Lascia davvero sconcertati sia per la caduta di gusto, sia per il pregiudizio insito in un titolo che vorrebbe relegare per mano giudiziaria i Cera al passato"

Napolone e Angelo Cera

"Per la Procura di Foggia ‘C’era una volta", 'per noi ‘Cera c’è’'. Non cessa mai di stupire, e in negativo, il malvezzo di intitolare indagini e operazioni di polizia con nomi sensazionalistici che pretenderebbero di essere evocativi rispetto ai fatti oggetto dell’indagine stessa. Questo è tanto più vero quando si parla di situazioni che, per la loro naturale delicatezza e, spesso, per risonanza mediatica, hanno un forte impatto sulla vita delle persone”.

Così in una nota gli avvocati Francesco Paolo Sisto e Michele Curtotti, difensori di Angelo e Napoleone Cera. “Leggere il comunicato stampa di una Procura intitolato ‘operazione C’era una volta’, con un gioco di parole tanto banale quanto poco rispettoso dei nostri assistiti, lascia davvero sconcertati sia per la caduta di gusto, sia per il pregiudizio insito in un titolo che vorrebbe relegare per mano giudiziaria i Cera al passato"

Curtotti e Sisto aggiungono: "Il pieno clima di campagna elettorale, anche per il rinnovo del consiglio regionale, corre il serio rischio, così operando, di diventare inutilmente incandescente, con una inutile tracimazione degli scopi dell’accertamento giudiziario nelle contingenze della politica. E appare ancora più inspiegabile il ricordo, nel finale, della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva in perfetta, clamorosa rotta di collisione con la precedente comunicazione iperaggressiva degli inquirenti"

I legali di Angelo e Napoleone Cera concludono: "Ricordando che solo il contraddittorio, e nel giudizio, è la sede per acclarare la realtà dei fatti, ci limitiamo a rassicurare che i Cera si batteranno strenuamente per fare balenare la loro estraneità alle contestazioni, oltre che per esercitare  i propri diritti nel rispetto delle Leggi, non sottraendosi al confronto nel processo, unico luogo deputato alla verifica delle ipotesi di accusa".

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