Venerdì, 17 Settembre 2021
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Malato di sclerosi fermato e portato in caserma: Marijuana era per uso terapeutico

Andrea Trisciuoglio, segretario dell'Associazione no profit LapianTiamo, è stato fermato dai carabinieri insieme a un suo amico in possesso di Bedrocan, sostanza a base di cannabis, che utilizza regolarmente da sette anni per curare la sclerosi Multipla

Andrea Trisciuoglio

Una storia che avrebbe del grottesco se non ci fossero di mezzo, la sclerosi multipla e il tentativo di curarla da parte di chi ne è affetto.
Tutto è accaduto giovedì 26 marzo, quando Andrea Trisciuoglio, insieme a un suo amico, è stato fermato dalla una pattuglia dei Carabinieri in una zona, secondo le forze dell'ordine, ad alta densità di spaccio. I due, non appena i militari percepivano odore di cannabis, mostravano il barattolino di Bedrocan (medicinale a base di cannabis, ndr) prontamente sequestrato, che venivano condotti in caserma.
Peccato che le forze dell’ordine non sapessero che il Bedrocan venisse utilizzato dai due fermati come cura per la sclerosi multipla, su regolare prescrizione medica, da 7 anni.

"A nulla è servito far presente che al primo piano di quella caserma c’era il team che aveva perquisito la mia abitazione il 29 giugno 2010 per aver acquistato online 5 semi di cannabis – spiega Trisciuoglio. “A nulla serviva la mia amicizia col comandante loro (avevo diritto -sulla classica scena da film- a fare una sola telefonata all’avvocato). Insomma la storia si ripete ancora”.

Non è dunque la prima volta che Trisciuoglio, segretario dell’Associazione LapianTiamo (Onlus che promuove proprio l’uso della Cannabis a scopo terapeutico) viene fermato dalle forze dell’ordine e scambiato per uno spacciatore. Il tutto è avvenuto in Puglia, regione che ha deliberato la legge che approva il progetto promosso dall’Associazione sulla coltivazione di Cannabis destinata all’uso terapeutico.

Indignazione da parte di tutti i membri dell'associazione LapianTiamo: “Le scuse non varranno certamente quanto le accuse, che di fondamento hanno solo il colore grigio dell’asfalto e del cervello. Piccolo forse o troppo impegnato a costruire film quello degli ufficiali che hanno mostrato inettitudine e incapacità nel gestire quella che per noi malati è la ‘semplicità della terapia’. A maggior ragione ci sentiamo di affermare ciò quando il fatto accade nella città di Foggia, una delle prime in Italia ad ospitare annualmente convegni, incontri sul tema Cannabis e addirittura a due passi dalla sede foggiana di LapianTiamo. E mentre due stampelle facevano da sostegno il caro Andrea si preparava a vivere per la prima volta l’esperienza dell’accompagnamento forzato in caserma a bordo di una volante dei Carabinieri.

Non si contano le volte in cui abbiamo speso buone parole per le forze dell’ordine e non bisogna fare di tutta un’erba un fascio, ma come si fa a restare in silenzio mentre il frastuono della rabbia ti fa tremare quasi fino a cadere? Vorremmo spendere realmente tutti i nostri pensieri non verso la divisa indossata dagli uomini (ricordando che l’abito non fa il monaco) ma soprattutto verso la diversa abilità mentale di questi “mostri d’umanità” che si arrogano il diritto di sequestrare barattoli, confenzioni e quant’altro contenente Cannabis terapeutica destinata alla gestione di una grave patologia di un cittadino munito di regolare prescrizione medica, autorizzato dal Ministero della Salute, ad importare tramite farmacia ospedaliera questi prodotti”, il commento apparso sul sito ufficiale dell’associazione.

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