Lavoratori dicono si ai licenziamenti: è emergenza rifiuti, allertato l’esercito

I lavoratori, riuniti in referendum, bocciano l'accordo con l'Amiu: 166 i NO, 117 i SI, 6 le schede nulle. Doccia ghiacciata sul Comune di Foggia e sulla città

Rifiuti in strada a Foggia

Ore drammatiche per la città di Foggia. Dalla mezzanotte di domani, 15 dicembre, il capoluogo dauno sarà ufficialmente in emergenza ambientale. L’ennesimo colpo di scena nella vertenza rifiuti si consuma nel tardo pomeriggio in corso del Mezzogiorno. Ma questa volta è di quelli decisivi e drammatici.

I lavoratori, riuniti in referendum, bocciano l’accordo con l’azienda Amiu: su 289 votanti, 166 i NO, 117 i SI, 6 schede nulle. Quello che sembrava essere, dunque, un mero passaggio formale dopo la firma già apposta dai sindacati (eccetto la Fiadel) all’intesa raggiunta due giorni fa a Bari, si rivela essere un drammatico colpo di coda finale.

All’esito positivo del referendum, infatti, era subordinato tanto l’intesa con Amiu  - che si sarebbe accollata il servizio rifiuti a Foggia per i prossimi 12 mesi prendendo in carico i 355 lavoratori -  quanto la proroga dell’esercizio provvisorio di Amica e Dauniambiente da parte del Tribunale fallimentare, che proprio questa mattina, dopo la marcia indietro del Comitato dei Creditori e l’accettazione delle controproposte depositate dal Comune di Foggia, aveva concesso un altro mese di tempo alle due aziende fallite (fino al 14 gennaio) nelle more del passaggio di consegne di servizio e lavoratori ad Amiu (presumibilmente entro il 16 gennaio) vincolandolo alla “sottoscrizione di tutti i lavoratori della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con contestuale rinuncia al diritto di mancato/ritardato preavviso”.

Mere formalità, si diceva, per perfezionare gli atti. Ma nessuno aveva messo in conto un epilogo siffatto e la sterzata dei lavoratori rispetto alle posizioni assunte dai sindacati che, di fatto, sono stati completamente sconfessati.  I 355 lavoratori, dal canto loro, alla mezzanotte di domani saranno tutti ufficialmente licenziati.

Si chiude così nel peggiore dei modi una vertenza lunga e lacerante, che pure si credeva “riacciuffata” nelle ultime settimane. Doccia ghiacciata sul Comune di Foggia e sull’intera città. Il sindaco Mongelli si è precipitato in Prefettura per un vertice urgente al quale sta partecipando la curatela fallimentare e che probabilmente si protrarrà fino a notte fonda.

Si studiano le misure per contenere “i danni” dalla mezzanotte di domani, quando la città non avrà più un gestore deputato al servizio rifiuti. Strada obbligata, a questo punto, sarebbe solo l’Esercito. Allertate le forze dell’ordine. Per domattina a Foggia sono stati convocati gli assessori regionali Elena Gentile e Lorenzo Nicastro, il presidente Amiu, Gianfranco Grandaliano, e tutte le parti coinvolte nella vertenza.

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