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Acquedotto Pugliese

Acquedotto Pugliese

Operazione Archimede a Vieste, tecnici Acquedotto scoprono allaccio abusivo

Capace di soddisfare un abitato di circa 1000 abitanti. Finora sono 50mila le posizioni anomale rilevate nel Foggiano. Monteforte: "Acqua bene comune che impone diritti e doveri"

A Vieste i tecnici dell’Acquedotto Pugliese, in collaborazione con il locale Comando del Corpo Forestale dello Stato, hanno scoperto e rimosso un allaccio abusivo di ingenti dimensioni, capace di approvvigionare un abitato di circa mille abitanti.

Diversi i litri al secondo sottratti alla rete pubblica, come certificato dal telecontrollo. Grazie al tempestivo arrivo del personale dell’Acquedotto, con le forze dell’ordine è stato possibile constatare la flagranza di reato e la individuazione dei recapiti finali delle tubazioni abusive e quindi dei responsabili del furto.

Prosegue, così il progetto “Archimede”, la campagna per la rilevazione e la rimozione delle situazioni di illegalità e prelievo abusivo anche domestico, su tutto il territorio servito. Nella sola provincia di Foggia, negli ultimi mesi, sono stati rimossi allacci nell’agro di Zapponeta, di San Ferdinando, Viste e Manfredonia, capaci complessivamente di alimentare una città di medie dimensioni.

Dall'analisi dei dati di consumo rilevabili dalle banche dati aziendali e dal telecontrollo, sono emerse circa 50mila posizioni anomale.

Tra queste, le più diffuse sono quelle relative a consumi storici atipici rispetto ai contratti sottoscritti con l'azienda e incongruità di utenze che non sono attive con servizi idrici e fognari (quelle utenze che, ad esempio, pur in presenza di un servizio idrico non dispongono di un impianto fognario).

Tutte le posizioni elaborate da un gruppo di esperti in sistemi informativi e di gestione commerciale sono ora state trasferite alle unità operative locali, organizzate su base provinciale che stanno effettuando le verifiche sul campo e, dove necessario, procedono al ripristino della legalità rimuovendo gli eventuali allacci abusivi e denunciandone i fruitori.

Il recupero del corrispettivo per il servizio erogato, ma non riscosso, si applicherà fino a 10 anni dalla scoperta del prelievo abusivo.

Una attività resa possibile grazie anche all'introduzione di una nuova flotta aziendale di officine mobili; 103 automezzi furgonati dotati della più moderna attrezzatura ed alti standard di sicurezza,che consentono interventi immediati sulle reti e la ricerca puntuale di perdite e di prelievi abusivi.

L'acqua è un bene comune che impone diritti e doveri. Ha dichiarato Ivo Monteforte, Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese. “In capo alla collettività quella di contribuire al mantenimento degli standard di qualità del servizio richiesti. Il servizio svolto da Acquedotto Pugliese, infatti, ha un costo e viene svolto senza alcun intervento della fiscalità generale, ma semplicemente grazie al pagamento di un corrispettivo da parte dei titolari dei contratti di somministrazione che, con la correttezza dei loro comportamenti, garantiscono a tutti la fruibilità del bene”.

Il comportamento illecito assunto da qualcuno – ha concluso Monteforte - duole richiamare, è dannoso per Acquedotto Pugliese, che svolge la propria attività grazie al corrispettivo per il servizio reso e soprattutto, irrispettoso nei confronti di quegli utenti che onorano con puntualità le fatture, consentendo, di fatto, il servizio anche a chi non onora i suoi impegni.

 

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