Morte Alice: la bimba di 6 mesi è deceduta per una insufficienza cardiorespiratoria acuta irreversibile

Lo ha rivelato l'autopsia eseguita sul corpo della neonata ieri mattina presso l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Alla bimba di Jesi è stata riscontrata un'anomalia congenita cardiaca

Alice aveva 6 mesi e il 22 agosto si trovava con i suoi genitori in vacanza sul Gargano. Trasportata nel pomeriggio in elisoccorso da Vieste a San Giovanni Rotondo, è deceduta qualche ora dopo per una insufficienza cardiorespiratoria acuta irreversibile, nonostante tutti gli sforzi profusi dai medici e dagli infermieri dell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, dove la bimba era giunta in gravi condizioni.

Alla piccola di Jesi è stata riscontrata un'anomalia congenita cardiaca di cui era portatrice sin dalla nascita e affatto conosciuta in vita. Lo ha rivelato l'autopsia eseguita la mattina del 23 agosto da parte di un collegio medico specialistico dell'ospedale di San Pio e in presenza di un medico di fiducia nominato dalla famiglia.

Nel corso dell'esperimento settorio, inoltre, sono stati eseguiti prelievi tessutali multipli per successive indagini istologiche e per più approfonditi esami genetici, anche ai fini preventivi. Il rigurgito alimentare non ha avuto quindi nessuna attinenza con il decesso della bambina.

L'esame autoptico ha ristabilito la verità dei fatti sulle cause che hanno provocato la morte di Alice. E smentito la tesi di chi, sui social, nelle ore successive alla morte, in maniera del tutto ingenerosa e frettolosa, aveva messo in dubbio l'impegno e la professionalità dei sanitari dell'ospedale riconosciuto come centro di riferimento di cure mediche all'avanguardia ed eccellenza mondiale. Impegno e professionalità che invece - in quelle drammatiche ore successive all'arrivo della bimba trasportata da un villaggio vacanze all'ospedale di San Pio - medici e infermieri hanno dimostrato tentando il tutto per tutto pur di scongiurare la tragedia. 

Il drammatico epilogo ha scosso l'intera provincia di Foggia e le Marche, regione d'origine della famiglia. In quelle poche ore intercorse tra la notizia del salvataggio e il decesso, migliaia di persone si erano strette attorno alla bimba, strappata alla vita troppo presto da un'insufficienza cardiorespiratoria acuta e irreversibile.


 

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