L'Alberghiero 'Einaudi' sprofonda: tra le ferite del tempo, l'incuria e i silenzi della Provincia

Ancora problemi all'istituto Alberghiero 'Einaudi' di via Napoli. Lavori incompiuti e bloccati, studenti e professori costretti agli straordinari, e la Provincia che osserva in silenzio una scuola che cade a pezzi

Un'immagine della scuola

Sono tempi duri, anzi durissimi, per l'Alberghiero Einaudi, fucina di talenti e centro d'eccellenza della Capitanata. Stretto tra due fuochi - le ristrettezze economiche e le promesse incompiute dell'Ente Provincia - l'istituto - per anni dislocato in due distinte sedi didattiche (a Piazza Goeppingen prima e in contrada Torre di Lama dopo), oggi nei locali dell'ex Rosati vive il periodo più buio della sua storia. 

700 alunni si formano in un edificio che mostra le ferite procurate dal tempo e dall'incuria; edificio che in rapida successione ha ospitato vari istituti (tra cui il Poerio) e i corsi della Facoltà di Medicina dell'Università, dove, peraltro, non sono stati ancora rimossi i cavi relativi ai cablaggi recisi, accantonati in un'intercapedine. 

Probabilmente pesa come un macigno, con il senno di poi, il trasferimento in via Napoli della sede dell’Indirizzo 'Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera' ubicata - prima del tragico incidente stradale che costò la vita a una signora di 67 anni e il ferimento di alcuni studenti - a Torre di Lama (dotata di tre laboratori di cucina, due di ricevimento, due sale bar e una di pasticceria, dislocati in uno spazio di 600 metri quadrati, idoneo a soddisfare le esigenze degli alunni).

Aspiranti camerieri, baristi, pasticceri, cuochi e ristoratori foggiani si esercitano in spazi improvvisati, stretti, riadattati e messi in sicurezza a spese dell'istituto. Questo, nonostante esistano locali ampi e vuoti, abbandonati, e un laboratorio in fase di ultimazione - completato al 70% - i cui lavori, però, sono fermi al palo.

I sopralluoghi dei tecnici di Palazzo Dogana, e la visita del presidente Francesco Miglio, evidentemente non sono serviti ad accelerare i lavori necessari a rendere la sede di via Napoli idonea per poter ospitare l’Indirizzo “Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera'.  Per il dirigente scolastico Tonino Soldo - che mesi fa aveva scritto anche al premier Renzi - e per i professori, diventa complicatissimo rispondere al fabbisogno formativo degli alunni e assicurare loro le esercitazioni pratiche sulle quali si fonda l'attività didattica dell'Einaudi.

Per superare il problema, per più di un mese e a proprie spese, l’istituto ha accompagnato le classi terze, quarte e quinte, nuovamente a Torre di Lama. Soluzione, questa, che si è rivelata complicata da un punto di vista organizzativo ed economico, oltre che una scelta inadeguata dal momento in cui la Provincia non ha provveduto a far entrare in funzione l’impianto di riscaldamento "adducendo scuse risibili" e rendendo di fatto impraticabile questa opzione.

A due mesi dalla fine dell'anno scolastico - quindi dagli esami - e cinque mesi dopo la manifestazione in piazza degli studenti, l'Einaudi di via Napoli prova a fare di necessità virtù, senza laboratori didattici e con attrezzature costose che non possono essere utilizzate nientepopodimeno perchè le aule non dispongono di un collegamento ad internet. Sul banco degli imputati la Provincia, che deve chiarire - tra le altre cose - come intederà utilizzare le attrezzature rimaste a Torre di Lama, non potendo, l'attuale sede, contenerle. 

Nonostante tutto, l'Einaudi resiste al cinismo del momento, alla rilassatezza della Provincia. Dal 2 aprile l'Ente di piazza XX Settembre impedisce alla ditta incaricata di svolgere i lavori di manutenzione negli istituti superiori foggiani. Un'altra sberla in faccia che si aggiunge ai tre furti subiti nel giro di due mesi, nonostante tra le richieste dell'istituto ci fosse anche quella di installare dei cancelli alle finestre ubicate al piano terra.

A proposito di lavori e di richieste, ecco cos'altro andrebbe fatto all'Alberghiero di via Napoli: la revisione dei quadri elettrici e la sistemazione delle prese prive di alimentazione; il cablaggio dei laboratori e delle aule anche in vista dell’adozione del registro elettronico; la sistemazione della copertura in plexiglass nei punti in cui filtra la pioggia; il rifacimento della guaina liquida sul tetto e la verifica del funzionamento "uscite di sicurezza'.

E poi ancora, andrebbero sostituite le serrature di infissi posti dall’Università di cui si sono state perse le chiavi; sistemati i motori dei cancelli elettrici all’ingresso e sostituito il portoncino di accesso al vano caldaie; andrebbe spostato il cancello di accesso alla cucina in fase di costruzione - lato via Napoli - che consenta l’accesso degli alunni a la seperazione dal CUS; la custruzione di un divisorio per evitare che gli utenti del CUS di sera possano accedere in zone di pertinenza della scuola. 

Infine, ci sarebbero da sistemare le doghe del controsoffitto dell'auditorium; da rimuovere la parete di free climbing in palestra, da sistemare la cancellata perimetrale danneggiata in più parti, sia sul lato di via Tito Serra che su quello di via Napoli. E per concludere da rifare l'asfalto del parcheggio e la bonifica-sistemazione dell'aula a gradoni antistante all’auditorium.

La misura è colma: o si fa l'Alberghiero o si rischia di compromettere la formazione e il futuro dei giovani professionisti foggiani che fino ad oggi, anche grazie all'istituto Einaudi, si sono distinti in settori vitali dell'economia in provincia di Foggia, in Puglia, in Italia e nel mondo. Non c'è più tempo da perdere.

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