Cronaca

Perde un occhio il 30enne ferito a colpi di fucile nell'agguato ai migranti: "Una mattanza senza fine"

La denuncia di Flai Cgil, che il 30 sfilerà a Bari con una delegazione dei migranti dei due ghetti di Capitanata: "Ci sono responsabilità evidenti e chiare. Se, su questa terra, ci sono i caporali è perché servono a qualcuno. Se esistono i ghetti è perché servono alle stesse persone"

Immagine di repertorio

"Fortunatamente nessuna vittima questa volta, sarà l’ennesimo accadimento che tra  qualche giorno finirà nel dimenticatoio, l’ennesimo incidente che ha coinvolto un luogo lontano dagli occhi, che ha coinvolto uomini completamente invisibili, che nessuno riesce a vedere".

Così gli uomini della Flai Cgil commentano l'incendio (l'ennesimo) avvenuto nel pomeriggio di ieri, sulla cosiddetta 'pista', il ghetto di Borgo Mezzanone. "Ieri sera sera eravamo li, alcune baracche sono state distrutte, e grazie alla scarsità di vento ed al pronto intervento dei pompieri sicuramente si è scongiurato l’ennesimo dramma umano", spiegano.

"Nella mattinata siamo stati in ospedale a parlare con i medici che stanno curando 'Biggie', Sinayogo Boubakar, il 30enne coinvolto nella sparatoria dell’altra notte: ha perso un occhio ed ha il viso pieno di 'pallini' esplosi dal fucile dei malviventi che hanno aggredito i tre lavoratori che stavano rientrando a 'casa' a Torretta Antonacci'".

"Siamo stanchi di questa condizione, siamo stanchi di assistere ad una mattanza senza fine, una mattanza di vite, di diritti, di dignità. Siamo una terra di eccellenza, di accoglienza, questa è la terrà di Peppino di Vittorio, e la
terra dei 'Cafoni' che hanno conquistato la libertà dai padroni, non possiamo assistere a questo massacro.
Abbiamo chiesto al prefetto un incontro, un tavolo che pone rimedio a questa mattanza che non ha fine", ribattono.

"Vi uccidiamo tutti, neri bastardi". Il giorno dopo l'inseguimento a colpi d'arma da fuoco: 30enne gravemente ferito al volto 

"Ci sono responsabilità evidenti e chiare, ci ricordiamo benissimo le parole del prefetto Grassi che, con puntuale evidenza, in uno dei tanti incontri precisò che se, su questa terra ci sono i caporali è perché servono a qualcuno.
Aggiungiamo dal nostro punto di vista, che esistono i ghetti, perché servono alle stesse persone. Quel qualcuno deve essere posto davanti alle proprie responsabilità, ognuno per la propria, tutti insieme, per risolvere in modo definitivo, programmato, e reale, applicando le regole di uno stato democratico e civile al quale apparteniamo".

La Flai Cgil sarà presente a Bari, insieme ad una delegazione dei migranti del Gran Ghetto e della 'Pista', il prossimo 30 aprile, per lo sciopero dei lavoratori agricoli: "Testimonieremo quanto accaduto, non
può continuare in questo modo, non deve. Siamo una piccola parte di un territorio, abbiamo il duro compito di poter dare voce agli invisibili ed a tutti i lavoratori di un settore che fin troppo spesso soffrono in silenzio, ma
riusciamo a sentire i loro pensieri, parlano in africano, in rumeno, in bulgaro, in italiano, parlano i dialetti dei cinque reali siti, cerignolano, sanseverese, garganici, subappeninici,sono voci di uomini e donne. E ci raccontano che Biggie è uno di loro", concludono

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