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Sul logo dell'agguato (Foto di Roberto D'Agostino)

Sul logo dell'agguato (Foto di Roberto D'Agostino)

Piscopia vittima di un agguato: pensavano di averlo ucciso, ma è fuori pericolo

Vittima di un agguato avvenuto la sera del 13 settembre sul cavalcavia di via Manfredonia, Mario Piscopia non è in pericolo di vita. Arrestato, condannato e poi assolto per l’omicidio di Michele Bruno

In primo grado era stato condannato a 18 anni di carcere per l’omicidio di Michele Bruno avvenuto l’8 ottobre del 2011 in via Lagonigro, poi nel novembre 2014 la Corte d’Assise d’appello di Bari lo aveva assolto dall’accusa condannandolo a venti mesi ma per violazione degli obblighi di videosorveglianza. Ieri Mario Piscopia è stato vittima di un agguato sul cavalcavia di via Manfredonia. Le sue condizioni sono apparse subito gravi, ma il 35enne - ferito in più parti del colpo, con un proiettile che gli ha sfiorato persino la nuca - non è in pericolo di vita.

Intorno alle 21.30, nei pressi di viale Fortore, la vittima è stata avvicinata da uno scooter con a bordo due persone armate, che hanno esploso al suo indirizzo almeno dieci colpi d’arma da fuoco. Probabilmente, credendolo morto, i sicari si sono dati a precipitosa fuga. Gli inquirenti sono al lavoro per capire se si sia trattato di un regolamento di conti legato all’omicidio Bruno, oppure di un agguato scaturito per contrasti interni alla criminalità organizzata; quest’ultima resta l’ipotesi più accreditata.

Mario Piscopia era stato arrestato nell’ambito di altre precedenti operazioni di polizia, quelle relative al tentato omicidio di Claudio Briglia e del blitz ‘Habemus Papam’, che mise in luce i suoi rapporti con Giosuè Rizzi, per cui, in un primo momento si era pensato avesse difeso il suo onore uccidendo Michele Bruno (IL VIDEO), in quanto la vittima era stata ritenuta colpevole di un “comportamento irriguardoso tenuto nei confronti del boss Rizzi, capo indiscusso della criminalità organizzata”, poi ucciso appena due mesi dopo, il 10 gennaio 2012. All’epoca dei fatti, secondo quanto era stato accertato, infatti, “Bruno si sarebbe in più occasioni vantato di aver intrattenuto una relazione sentimentale con l’ex amante del Papa di Foggia, una relazione portata avanti durante l’ultimo periodo di detenzione patito da quest’ultimo”. La donna negò entrambe le relazioni.

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