Detenuto rifila testata a guardia carceraria, collega picchiato da parenti di un recluso

La denuncia di Domenico Mastrulli, del Coordinamento Sindacale Penitenziaria. I due episodi registrati entrambi nella giornata di ieri, tra le mura del carcere di Foggia

Immagine di repertorio

Una duplice violenta aggressione avvenuta ai danni di due uomini della Polizia Penitenziaria. E’ quella registrata nella giornata di ieri, all’interno del penitenziario foggiano e denunciata da Domenico Mastrulli del COSP. La prima aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 13,30 nei reparti detentivi della IV sezione dx del nuovo complesso, dove sono sistemati oltre 160 detenuti vigilati, per carenza di personale, da due sole unità. A quanto si è appreso, la vittima - un assistente capo che faceva doppia vigilanza di reparti - per aver impedito che il detenuto aggressore potesse circolare da una sezione all’altra (nello specifico dalla Quarta alla Terza, opportunità negata per motivi di opportunità detentiva) è stata colpita con una “testata” tanto violenta che gli ha fatto perdere equilibrio e conoscenza.

Immediati i soccorsi della squadra di pronto intervento, nel frattempo attirati dalle urla del malcapitato. Gli uomini hanno isolato precauzionalmente il detenuto e hanno trasportato con urgenza l’assistente capo al pronto soccorso degli ospedali riuniti di Foggia, dove è ancora tenuto sotto stretto controllo sanitario a causa delle gravi lesioni subite. Ad aggredire il poliziotto, denuncia il Cops, è stato un detenuto di Taranto, di 25 anni, ristretto in espiazione di pena definitiva con scadenza al giorno 13 giugno 2019 per reati di danneggiamento, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. “Si tratta di un elemento disturbatore e violento, non nuovo a simile atteggiamento di facile aggressività verso i tutori dell’Ordine e della Sicurezza”.

Altro distinto episodio è accaduto un’ora prima, quando un altro poliziotto penitenziario è stato aggredito all’uscita del carcere, dopo il proprio turno di servizio. L’uomo è stato raggiunto e accerchiato da tre persone, risultate dagli accertamenti, familiari di persone ristrette nello stesso penitenziario; i tre lo hanno circondato senza lasciargli via di fuga e poi lo hanno colpito con sconsiderata violenza tanto che solo grazie all’intervento di altri agenti si è scongiurato il peggio. Sul posto è intervenuto il 118 per il trasporto in ospedale.

Queste le parole di Mastrulli: “Non è altro che una conferma del delicatissimo ruolo espletato dalle forze dell’ordine ma in particolare dalla polizia penitenziaria dentro e fuori le carceri italiane dove accadono spiacevoli situazioni che lasciano riflessione e amarezza. Sarebbe il caso che il nostro Ministro si distraesse un attimino dalla propria politica partitica e si rendesse disponibile ad un aperto confronto istituzionale con il mondo sindacale per le gravi conseguenze penitenziarie che dagli eventi che raccogliamo tutti i giorni. Prima di Foggia, infatti, è successo a Lamezia Terme, Messina, Potenza, Milano, Torino, Ancona e Pesaro. La preoccupazione sindacale cresce sempre di più sentendoci disarmati dalle delittuose consequenziali attività nei 280 penitenziari italiani con pochi uomini e senza un adeguato turn over o uno scorrimento delle graduatorie al pari dei restanti corpi di polizia”.

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