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La rabbia degli agenti, minacciati e aggrediti nel carcere dove "la mafia dirige il territorio"

 

L'ennesimo episodio di aggressione ai danni di un poliziotto penitenziario è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Così da ieri gli agenti carcerari di Foggia sono in stato di agitazione. Rifiutano il servizio mensa e si dicono pronti ad andare avanti ad oltranza. Questa mattina hanno riunito otto sigle sindacali per un sit in davanti alla struttura di via delle Casermette. C'erano anche i livelli nazionali e regionali.

Hanno scritto al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, alla Commissione parlamentare Antimafia, al Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, ai livelli più alti dell'amministrazione penitenziaria e al Prefetto. Sono soli, abbandonato e in sottorganico in uno dei territori - denunciano - che sconta il più alto tasso di criminalità, come conclamato dai vertici prefettizi col ministro Minniti.

Eppure, alla loro condizione non si presta attenzione, che è una delle più delicate. "Non si tiene in considerazione il fatto che da qui la criminalità continua a gestire il territorio di Capitanata" denuncia in maniera roboante la Cgil. Hanno paura, anche. A loro è richiesta omertà. Altrimenti vengono pestati, aggrediti, minacciati. Sono pochi. Servono rinforzi. E un'attenzione straordinaria, reclamano. Le interviste.

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