Shock in piazza del Lago, ragazzino picchiato da baby gang. I familiari: "Nessuno è intervenuto"

Il grave episodio è avvenuto la sera del 30 agosto in una piazza affollata. Per il ragazzino 10 giorni di prognosi. " Non c'è una telecamera"

Foto d'archivio


È emergenza baby gang a Foggia. Genitori angosciati, ragazzini feriti e spaventati: questo il bilancio di una serie di aggressioni che si sono consumate in città negli ultimi mesi e di cui FoggiaToday si era già occupata lanciando l'allarme, anche e soprattutto attraverso le denunce dei familiari delle vittime.

Ad agire, quasi sempre, ragazzini tra i 13 e 14 anni. Lo fanno per gioco, per noia o per sfida. Non vi sarebbero, altrimenti, motivi tali da poter "giustificare" le violente reazioni (che non andrebbero mai giustificate a prescindere).

L'ultimo episodio in ordine di tempo, di cui siamo venuti a conoscenza appena ieri sera, è avvenuto la sera del 30 agosto in piazza del Lago. Nel mirino di una banda di 'teppistelli' un 14enne concentrato a scambiare due chiacchiare con delle amiche nei pressi di una panchina, ma ignaro del pericolo al quale di lì a poco sarebbe andato suo malgrado incontro.

E' stato sorpreso alle spalle con un calcio rifilatogli sul fondoschiena; da qui la richiesta di spiegazione sul perché di quel gesto inconsulto. Purtroppo per lui l'aggressione è proseguita con uno schiaffo sulla guancia. Incredulo e sotto shock, a quel punto il malcapitato ha intimato agli aggressori di allontanarsi altrimenti avrebbe chiamato la polizia. Alcuni hanno fatto un passo indietro, mentre il capo branco - prima di darsi alla fuga - gli ha sferrrato un pugno al naso, provocanogli forti dolori e un trauma contusivo della piramide nasale come da referto medico rilasciato dal pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia. Oltre che un principio di svenimento dovuto all'ingente perdita di sangue. La prognosi è di dieci giorni, il ragazzo ora rischia di essere sottoposto a un intervento chirurgico.

A quell'ora, erano da poco passate le 21, la piazza e i locali vicini erano affollati. Ciononostante, ad eccezione dei primissimi soccorsi prestati dal titolare di una pizzeria dove la vittima ha trovato rifugio, nessuno è intervenuto. "L'aggressione - denunciano i familiari - è avvenuta sotto lo sguardo di tantissime persone che sono rimaste immobili durante e dopo le violenze subite"

Al danno subito, poi, anche la beffa di non poter risalire agli aggressori: "Non c'è una telecamera nella zona" denunciano i familiari, sconcertati per il comportamento di chi avrebbe potuto intervenire ma evidentemente ha preferito farsi gli affari propri e osservare la scena.

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Oggi come ieri, e domani? Sì, un domani cos'altro potrebbe accadere? Non va infatti sottovalutato il rischio che episodi del genere possano trasformarsi in tragedia e consumarsi con l'utilizzo di oggetti contundenti e armi da taglio. Nel frattempo c'è l'ennesima giovane vittima che dovrà riprendersi dai danni fisici e da uno stato di angoscia e paura. Tutto questo non è più tollerabile. 
 

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