Come ‘belve’ aggrediscono dottoressa e infermieri: sputi, graffi e testate al Pronto Soccorso

Attimi di panico al pronto soccorso di Foggia, dove tre persone hanno aggredito una dottoressa e due infermieri. Procacci: ""Un attacco ingiustificato e animalesco"

Immagine di repertorio

Violenta aggressione al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Foggia, ai danni di una dottoressa e di due infermieri, brutalmente aggrediti da tre persone - due uomini e una donna, tutti foggiani - che avevano accompagnato due bambini, a loro dire coinvolti in un incidente stradale.

“Un’aggressione ingiustificata e animalesca, ad opera di queste persone che - come belve, appunto - si sono avventate contro i due infermieri e hanno ricoperto di minacce e insulti sessisti la dottoressa in servizio”, ha spiegato il direttore del pronto soccorso, Vito Procacci.

Il fatto è successo poco dopo le 16.30, all’interno del nucleo assistenziale avanzato, struttura che da un po’ di tempo ha sostituito il triage: tre persone hanno accompagnato in pronto soccorso due bambini dichiarati coinvolti in un incidente stradale. “I bambini sono stati immediatamente presi in carico dalla dottoressa di turno che, terminati gli accertamenti, li ha dimessi con una prognosi di pochi giorn, essendo praticamente illesi. Nessuna disfunzione nel servizio e disagio nei tempi di attesa, dunque”, puntualizza il direttore del pronto soccorso.

A quel punto, però, la madre dei bambini ha iniziato a pretendere un referto diverso, che indicasse cioè una prognosi più lunga ritenendo, forse, quella reale insufficiente ai fini assicurativi. Al fermo diniego della dottoressa sono scattati insulti e minacce: “La dottoressa è stata ricoperta di insulti gravissimi, a sfondo sessista, che hanno indotto un infermiere ad intervenire, chiedendo di moderare i termini”, continua Procacci nel suo racconto.

LA CONDANNA DEL DR. ONORATI

“Per tutta risposta, quest’ultimo è stato fatto oggetto di sputi e insulti, poi la donna gli si è scagliata contro stringendogli le mani al collo e poi, con una reazione animalesca, gli ha strappato la casacca e ha iniziato a graffiarlo sul viso, sul torace e sull’addome, provocandogli escoriazioni profonde”. Necessario, a quel punto, l’intervento di un secondo infermiere che, nel tentativo di divincolare il collega dalla presa della donna, ha rimediato una testata in pieno viso dall’altro uomo che accompagnava la coppia e che, subito dopo il fatto, è riuscito a scappare. L’infermiere ha riportato la frattura del setto nasale, con prognosi di 25 giorni, ed è stato sottoposto ad un piccolo intervento chirurgico.

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“Sono stati attimi di caos, durante il quale il pronto soccorso è rimasto letteralmente paralizzato”, continua Procacci. “E questo, tecnicamente, è interruzione di pubblico servizio. Abbiamo ricevuto la solidarietà dei colleghi (che hanno permesso di far ripartire in tempi brevi tutte le attività) e dei pazienti in attesa. Ma questi episodi - denuncia - sono figli di una cultura della prevaricazione che uccide la speranza e offende la dignità di una della città e di quanti vi lavorano”. I due sono stati individuati e denunciati dalla polizia (che è sulle tracce del terzo uomo fuggito) per interruzione di pubblico servizio, lesioni e danneggiamento.

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