Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca San Severo

Chiude a chiave ambulatorio e aggredisce medici della guardia medica

La dr.ssa Nunzia Pia Placentino, segretario provinciale del Sindacato Medici Italiani: “I medici della guardia medica sono sempre più in pericolo, nel totale silenzio assordante delle istituzioni”

A distanza di poco più di cinque mesi dall'aggressione compiuta ai danni di un medico della guardia medica di Cagnano Varano - che portò all'arresto di un 48enne - nella notte tra il 27 e il 28 settembre scorso, un’altra vile aggressione si è registrata a San Severo, “nel silenzio più assoluto della nostra ASL e nel totale disinteresse delle Istituzioni competenti” afferma la dr.ssa Nunzia Pia Placentino, segretario provinciale del Sindacato Medici Italiani dell’Asl di Foggia, che ha poi aggiunto: “I medici della guardia medica sono sempre più in pericolo, nel totale silenzio assordante delle istituzioni”

I FATTI. Un uomo - giunto con la sua compagna in stato di gravidanza (che lamentava dolori alla pancia) presso l'ambulatorio del comune dell’Alto Tavoliere – ha cominciato a minacciare i sanitari presenti intimandoli di visitare subito la donna, peraltro dopo aver provveduto a chiudere a chiave la porta dell'ambulatorio.

I medici, dopo aver visitato la paziente, le hanno consigliato una valutazione specialistica ginecologica presso il vicino PS. A questo punto l'uomo ha cominciato a scaraventare a terra tutto ciò gli è capitato sotto mano, e alle guardie giurate (chiamata da due dei tre colleghi che nel frattempo erano riusciti a chiudersi a chiave in una stanza adiacente) ha scagliato le panche della sala d'attesa rompendo il vetro di una porta. Allertata la polizia, la coppia ha fatto perdere le proprie tracce.

Aggiunge la dr.ssa Placentino: “Il Tribunale dei diritti e dei doveri del medico ha rilevato come i Medici operanti sul territorio siano le categorie di ‘camici bianchi’ maggiormente esposti al rischio di aggressione. Secondo un sondaggio effettuato dal Sindacato Medici Italiani, su 600 guardie mediche in tutto il Paese, ben 9 medici su 10 durante tutta la loro attività hanno subìto almeno una volta un’aggressione e 8 su 10 ne hanno subìta più di una. A maggior rischio le donne. Recarsi in visita domiciliare durante la notte, con mezzi propri, in luoghi non familiari e in casa di sconosciuti, o ricevere gli assistiti in sedi di guardia medica isolate e senza vigilanza sono le situazioni più pericolose, che hanno portato nel 64% dei casi a minacce verbali, nel 20% a percosse, nel 13% dei casi a intimidazioni a mano armata e nell’11% ad atti di vandalismo. Nell’80% delle situazioni l’aggressione è avvenuta nella sede della guardia medica, mentre nell’11% a domicilio del paziente”

E prosegue: “Peraltro è da sottolineare come molto spesso le forze dell'ordine si trovino in comuni adiacenti quello della sede del medico. Questi dati fanno ben comprendere come a nulla serva la chiusura degli ambulatori alle 22.30, peraltro normativa poco applicabile nel momento in cui il malvivente di turno finge un malore al di fuori della sede nel cuore della notte. Lo SMI non si renderà partecipe a questo gioco al massacro nel silenzio delle Istituzioni”

Il Sindacato Medici Italiani esprime profonda solidarietà ai colleghi vittime di questa vile aggressione, e sottolinea come la Regione Puglia purtroppo detenga il triste primato degli episodi di violenza a medici della guardia medica. “Denunciamo la mancanza dei livelli minimi di sicurezza nei presidi di guardia medica, veri e propri posti di frontiera, e chiediamo con forza alla ASL l'applicazione dell'Art. 68 del vigente ACN della Medicina Generale, e al Prefetto, alle Istituzioni, agli organi competenti e alle Forze dell’Ordine di individuare e mettere in atto tutte quelle misure di sicurezza in grado di garantire un servizio che, in molte zone del Paese è il primo importante riferimento di carattere sanitario. Anche a luci spente sulla vicenda, lo SMI continuerà la battaglia per la difesa del diritto dei Medici a poter svolgere in regime di sicurezza il proprio lavoro”

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