Shock all'ospedale 'Tatarella': familiari di una 92enne si scagliano contro medico del pronto soccorso

Non soddisfatti della diagnosi, i familiari hanno minacciato e tentato di aggredire la dottoressa e l'infermiere in turno. L'Asl ha garantito che si costituirà parte civile nel procedimento a carico degli aggressori

L'ospedale 'Tatarella'

Dottoressa del Pronto Soccorso decide di non procedere con il ricovero di una anziana (di cui conosceva già il quadro clinico) e i familiari vanno su tutte le furie tentando di aggredire medici e infermieri del punto di primo intervento dell'ospedale 'Tatarella' di Cerignola.

“Si tratta – ha spiegato il direttore generale dell'Asl Fg, Vito Piazzolla - dell'ennesimo, gravissimo episodio, assolutamente ingiustificato che non può non trovare la ferma condanna di tutti”. Al momento sono in corso accertamenti sulla dinamica dei fatti. Dalla relazione redatta dal personale di turno al momento dell'aggressione è emerso che, venerdì sera, una donna novantaduenne, dimessa il giorno precedente dopo nove giorni di ricovero, è giunta al Pronto Soccorso, accompagnata dall'ambulanza del 118. Dopo averla visitata, la dottoressa in servizio, che già ne conosceva il quadro clinico, non ha ritenuto necessario il ricovero essendo la paziente in condizioni stabili. Non soddisfatti della diagnosi, i familiari hanno minacciato e tentato di aggredire fisicamente la dottoressa e l'infermiere arrivato in suo soccorso.

Il sopraggiungere di due ausiliari e della guardia giurata ha scongiurato conseguenze peggiori. Allertate le forze dell'ordine e i responsabili aziendali, è stato necessario interrompere le visite nella sala dei codici rossi. "È inaccettabile - ha concluso il Direttore Generale - che personale sanitario, chiamato a svolgere una delicata funzione al servizio della tutela della salute, debba temere continuamente per la propria incolumità. Il mio ringraziamento va alle forze di polizia per l’intervento come sempre tempestivo. Auspichiamo, tuttavia, una presenza fissa che possa garantire la giusta tranquillità agli operatori. Ne ho fatto richiesta al prefetto la scorsa settimana. Tornerò a farlo in un incontro che avremo a breve. Il mio intento è rasserenare il personale in quanto stiamo facendo tutto il necessario per scongiurare il ripetersi di tali aggressioni”. La direzione strategica, intanto, ha garantito che l’Azienda fornirà tutte le tutele legali e si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento a carico degli aggressori.

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