L’uomo che ha aggredito i poliziotti penitenziari è “affetto da problemi di natura psichiatrica”

A rivelarlo è Daniele Capone, sottolineando che il soggetto non è nuovo a simili comportamenti ed evidenziando la difficoltà delle carceri a gestire questi soggetti senza avere personale specializzato e reparti appositi

Carcere di Foggia

 “Il detenuto che nella mattinata del 12 aprile, dopo essersi rifiutato di fare rientro nella camera detentiva alla quale era assegnato, costringendo il coordinatore del reparto detentivo ad intervenire unitamente ad altri uomini della polizia penitenziaria, ha aggredito fisicamente i colleghi che hanno dovuto poi far ricorso alle cure dei sanitari, non era nuovo a simili comportamenti. Infatti, già in un recente passato si era mostrato aggressivo ed intemperante nei confronti di altri operatori, medici specialisti, educatori, tanto da far richiedere alla Direzione della Casa Circondariale di Foggia un allontanamento dalla struttura dello stesso detenuto per ragioni di ordine e sicurezza”.

E’ quanto afferma Daniele Capone, vice segretario generale del sindacato Polizia Penitenziaria “S.PP.” in riferimento agli ormai continui episodi di violenza perpetrati da detenuti in danno di Poliziotti Penitenziari. Capone, intervenendo dopo l’ennesima aggressione avvenuta nel carcere di Foggia e posta in essere da un detenuto con serie problematiche di natura psichiatrica, solleva dubbi circa l’efficacia della azione che l’Amministrazione carceraria sta ponendo in essere in materia di vigilanza e sicurezza all’interno delle strutture penitenziarie.

 “Il detenuto in questione – spiega Capone - risulta essere affetto da serie problematiche di natura psichiatrica. Come è ben noto, tuttavia, gli ospedali psichiatrici giudiziari sono stati chiusi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le carceri “ordinarie” si trovano a dover gestire soggetti affetti da patologie psichiatriche senza avere personale specializzato, senza avere reparti appositi, senza che il personale di polizia sia stato adeguatamente formato per la gestione di simili problematiche. Tutto ciò ha fatto inevitabilmente aumentare gli episodi di violenza tra i detenuti e il numero delle aggressioni perpetrate in danno dei poliziotti penitenziari o altri operatori. Oltre ad esprimere la mia vicinanza ai colleghi rimasti coinvolti nell’aggressione, plaudo al personale della Casa Circondariale di Foggia che, nonostante la presenza di un cospicuo numero di detenuti, alcuni affetti proprio da patologie riguardanti la sfera psichiatrica, riescono in modo egregio a gestire eventi critici, scongiurando il verificarsi di atti di violenza ancor più gravi, solo grazie all’elevata professionalità che li contraddistingue”.

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“Auspico – conclude Capone - che dopo questo ennesimo fatto l’Amministrazione Penitenziaria, anche regionale, sia più sollecita a recepire le istanze provenienti dalle periferie, soprattutto quando queste segnalano fatti dai quali possono scaturire eventi critici e che possono mettere a repentaglio l’incolumità degli operatori”.

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