Carabinieri aggrediti sul Gargano da due fratelli: uno assolto, l'altro rinviato a giudizio (ma si dichiara innocente)

Lo scorso venerdì, 24 luglio, il gup Bencivenga ha assolto l'imputato che aveva scelto il rito abbreviato, disponendo l'immediata scarcerazione; rinviato a giudizio, invece, il fratello che aveva scelto il rito ordinario

Immagine di repertorio

Fratelli accusati dei reati di violenza, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale in concorso, per l'aggressione in danno di due carabinieri, avvenuta nel dicembre scorso a San Nicandro Garganico:  uno assolto, l'altro rinviato a giudizio.

Lo scorso venerdì, 24 luglio, il gup Bencivenga ha assolto uno dei due fratelli imputati dell'aggressione ai militari, che aveva chiesto ed ottenuto di definire il procedimento nelle forme del rito abbreviato condizionato; rinviato a giudizio, invece, l'altro fratello, che si è sempre dichiarato estraneo a tutti i fatti, non avendo rivestito parte attiva nella vicenda.

"L'imputato assolto, nel corso dell'abbreviato condizionato, ha ammesso di aver tirato uno schiaffo al carabiniere senza però essere consapevole della qualifica che costui rivestiva", spiega a FoggiaToday, l'avvocato Antonio Gabrieli, legale difensore dei due fratelli insieme alla collega Giada Ficarelli. "Alla reazione del militare di Cagnano Varano, che chiedeva rinforzi ai colleghi di San Nicandro Garganico, l'imputato è fuggito semplicemente; pertanto, la frattura riportata dall'operatore è stata frutto di una caduta accidentale derivata dal tentativo maldestro di rincorrere il fuggitivo". 

L'uomo, giudicato con il rito abbreviato condizionato, ha chiesto di sottoporsi a perizia psichiatrica: "Il risultato della prima perizia - continua il legale - è stato quello di una perfetta capacità d'intendere e di volere, con un giudizio di grave pericolosità sociale. Dinanzi a tale esito, la difesa - come evidenziato dall'avvocata Giada Ficarelli - ha eccepito le incongruenze delle conclusioni del perito nominato dal giudice, ottenendo una seconda perizia, nonostante l'avviso contrario del pm e dei difensori dei carabinieri che si sono costituiti parti civile".

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Il secondo perito ha quindi ribaltato il giudizio del primo risultato peritale, riconoscendo l'imputato incapace d'intendere e di volere al momento dei fatti, con una pericolosità sociale decisamente attenuata. "Il giudice - conclude il legale Gabrieli - ha quindi assolto l'imputato che aveva scelto il rito abbreviato, disponendo la sua immediata scarcerazione, e rinviato a giudizio il fratello che aveva scelto il rito ordinario, nel corso del quale avrà occasione di dimostrare la propria innocenza rispetto si fatti contestati".

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