Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Insulti, sputi e una 'testata' in pieno viso. L'aggressione al soccorritore del 118 intervenuto per un incidente: "Siamo carne da macello"

A FoggiaToday lo sfogo, amaro, di un autista soccorritore del 118, aggredito con una testata in pieno viso durante il servizio: "Se ci insultate, danneggiate le ambulanze o aggredite operatori e medici state danneggiando chi in quel momento ha bisogno di noi e l’intera comunità”

“Siamo ‘carne da macello’, nonostante il nostro impegno sia a favore della gente. Meritiamo rispetto e anche qualche tutela in più”. Lo sfogo, amaro, è quello di un autista soccorritore di una delle quattro postazioni del 118 attive a Foggia, aggredito con una testata in pieno viso durante il servizio.

Il fatto è successo qualche sera fa, alla periferia della città: “Eravamo intervenuti in seconda battuta per soccorrere le persone rimaste ferite in un incidente stradale frontale, tecnicamente un 'codice rosso'. Appena siamo arrivati sul posto, in ausilio ad un’altra ambulanza, avevo notato subito che l’aria era tesa: c’era molta gente in strada, chi urlava, chi riprendeva la scena con il cellulare. Un uomo, in particolare, ostruiva il passaggio del mezzo, insultava e sputava”, racconta.

Purtroppo non è un episodio isolato: “Siamo abituati a scene di questo tipo. Ti insultano se l’ambulanza non arriva nell’immediato (ma come glielo spieghi che, magari, hai dovuto attraversare l’intera città, con le strade piene di buche?) oppure ti minacciano a muso duro se il mezzo arriva nei tempi (“Chi vi ha detto di venire? Chi vi ha chiamato?”). Sono episodi a cui cerchiamo di non dare peso per concentrarci sull’intervento, ma diventa difficile quando dalle parole si passa ai fatti e, oltre ai feriti, ti ritrovi a dover soccorrere anche il collega di turno”, continua.

Un po' quello che è accaduto l'altra sera a Foggia: “Mentre stavamo assistendo uno dei feriti, una giovane donna, quell’uomo, forse ubriaco, mi raggiunge e mi colpisce con una testata in pieno viso”. Il colpo, ben assestato, gli ha aperto una ferita sul labbro. Nonostante tutto, gli operatori sono riusciti a portare a termine l’intervento e a trasportare la malcapitata in ospedale per gli accertamenti del caso. “Fortunatamente il soggetto in questione è stato allontanato, poi è sopraggiunta anche una ‘Volante’ della polizia e una pattuglia della polizia locale. Successivamente ho saputo che si trattava della stessa persona che, secondo una prima ricostruzione, avrebbe provocato l’incidente”.

A distanza di giorni, resta la rabbia e l’amarezza per l’accaduto: “Lavorare nell'emergenza non è semplice. Il nostro lavoro è soccorrere la gente, andare in aiuto di chi ha bisogno. Questo lavoro non si fa per lo stipendio, ci mettiamo il cuore. E meritiamo rispetto. Invece ci sentiamo come ‘carne da macello’. E’ così difficile capire che il nostro intervento può influire sulla vita delle persone?”, chiede amareggiato.

“Ci sono interventi in cui il tempo è tutto. Se ci insultate, danneggiate le ambulanze o aggredite operatori e medici state danneggiando chi in quel momento ha bisogno di noi e l’intera comunità”. Quella notte, l’autista soccorritore ha portato a termine il turno di lavoro: “Non ho chiesto aiuto, né mi sono fatto refertare. Facendo questo lavoro so bene che le emergenze sono ben altre. Ma su un punto non transigo: meritiamo rispetto, e anche maggiori tutele da chi può garantirle”.

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