Detenuto pretende di fare una telefonata, al 'no' della polizia si scaglia contro un agente: "Aggressione assurda"

Vito Messina, Segretario Regionale Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria Puglia e Basilicata: "Ci stiamo battendo per dotare il personale di taser, dash cam e body cam. La Polizia Penitenziaria è a forte rischio"

Immagine di repertorio

Ennesima aggressione in carcere, dove un detenuto campano ha aggredito e costretto alle cure mediche un poliziotto penitenziario. E' l'ennesima aggressione registrata all'interno della struttura detentiva di via delle Casermette, a Foggia. 

"Quest’oggi, nel carcere di Foggia, si è verificata una aggressione a danno di un poliziotto penitenziario. Solo la presenza di altri colleghi ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente", commenta Vito Messina, Segretario Regionale Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria Puglia e Basilicata.

"Un utente di origini campana, dopo aver usufruito di un beneficio del tutto eccezionale 'discrezionale dell’autorità dirigente', ha inscenato una protesta per avere un’altra agevolazione 'capziosa'; il personale di servizio ha cercato di far comprendere che non poteva avere accoglimento la successiva richiesta di conversazione telefonica, prevista una ogni due settimane in caso di colloqui visivi, e questo per tutta risposta lo ha aggredito". 

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"Il percorso della cosiddetta rieducazione qual è? Di continuare ad essere prepotenti ed ottenere o imparare le regole e il rispetto delle stesse?", continua Messina. "Spero che chi di dovere intervenga sull’ennesima assurdità che si è consumata anche quest’oggi. In diverse occasioni abbiamo mostrato preoccupazioni circa la grave carenza della dotazione organica di donne e uomini impiegati nei 'servizi operativi nei reparti detentivi' nel carcere di Foggia, tant’è che la commissione dipartimentale ha deliberato un incremento sostanziale e siamo in attesa del decreto ministeriale della revisione dell’attuale dotazione organica. Come sindacato ci stiamo battendo per dotare il personale di taser, dash cam e body cam, nella speranza che il Ministro della Giustizia, quando avrà recepito che il Corpo della Polizia Penitenziaria è a forte rischio, dia un segnale".

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