Ghetto di Rignano, africani presi a bastonate da un gruppo di caporali

Erano in procinto di recarsi presso l'albergo diffuso 'Casa Sankara' di San Severo, che ospitava la tappa foggiana della Carovana Antimafia promossa da Libera

Immagine di repertorio

Mercoledì 30 aprile due africani attivisti dell’associazione ‘Ghetto Out’ sono stati bloccati e a colpi di bastone aggrediti nel ghetto di Rignano da un gruppo di caporali, mentre erano in procinto di recarsi all’albergo diffuso ‘Casa Sankara’ di San Severo, che ospitava la tappa foggiana della Carovana Antimafia promossa da Libera.

“L’episodio dice del livello di minaccia e insicurezza cui sono costretti i tanti lavoratori che intendono superare le condizioni di vita del ghetto, che offendono la dignità umana e che alimentano forme diverse di illegalità e criminalità». E’ quanto affermano in una nota congiunta le segreterie della Cgil Puglia e della Cgil di Foggia, in relazione ai gravissimi fatti denunciati dal presidio di Libera di San Severo e da Art Village.

Le vittime sono ricoverate in ospedale mentre sul caso indagano i carabinieri di San Severo. L’episodio non fa che confermare l’urgenza con la quale si deve arrivare allo smantellamento del ghetto di Rignano, così come la Cgil, la Flai ma soprattutto i lavoratori migranti chiedono da tempo», affermano Antonella Morga, segretaria regionale della Cgil, e Filomena Trizio, segretario generale della Camera del Lavoro di Foggia. «La Regione Puglia ha accolto le nostre sollecitazioni e sta lavorando alla predisposizione per questa stagione di raccolta di cinque tendopoli gestite dalla Protezione civile e dalle associazioni di volontariato. Allo stesso modo va impressa un’accelerazione a un progetto di accoglienza strutturale qual è quello dell’ecovillaggio promosso da Art Village, Libera e associazioni di migranti, da sempre sostenuto dalla Cgil».

“Va da sé che la chiusura del ghetto – concludono Morga a Trizio – si scontra con gli interessi criminali dei caporali e di quanti sfruttano le condizioni di disagio dei lavoratori migranti. Ci auguriamo possano essere garantite dalle istituzioni preposte maggiori condizioni di sicurezza per gli operatori delle associazioni e del sindacato, che quotidianamente forniscono assistenza nel campo. La nostra solidarietà va ai due ragazzi vittime di una vile aggressione, consapevoli che non saranno queste azioni ad arrestare il processo di smantellamento del campo né la loro lotta per i diritti, la legalità, la dignità”.

“Con la lotta nonviolenta, ispirati a Mandela, Sankara, don Tonino Bello, risponderemo tutti uniti contro queste aggressioni vili e segno di paura di chi sa di perdere interessi criminali sulla pelle dei migranti e di lavoratori italiani uniti nella lotta per il lavoro e il reddito di cittadinanza,contro ogni forma di illegalità collegata alla precarizzazione e alla negazione del diritti di esistere. Invitiamo tutti gli africani del Ghetto a liberarsi dai caporali,uscire dal Ghetto e venire a Casa Sankara,per decidere insieme,per il lavoro,una abitazione dignitosa,l’autodeterminazione,per aiutare i familiari in Africa. Possono venire a Casa Sankara tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18 o in altri orari da concordare,telefonando prima ai numeri sotto riportati” così gli attivisti di Libera.

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