30 lavoratori "ripiombati nel buio", lettera a Trisciuoglio-Insalata dopo l'interdittiva antimafia: "Non vi lasciamo soli"

Ecco la lettera che i lavoratori della società colpita da interdittiva antimafia hanno scritto ai due imprenditori. Dopo la rescissione del contratto da parte del Comune di Foggia, sono stati messi in ferie forzate. La speranza è affidata al Tar

Ai signori Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata.  E’ destinata a loro la lettera che i dipendenti di Adriatica Servizi hanno redatto in queste ore di pathos. Dopo l’interdittiva antimafia spiccata dalla Prefettura di Foggia e la rescissione del contratto da parte del Comune di Foggia, i lavoratori sono stati messi in ferie forzate. La speranza è affidata al Tar, presso cui i due imprenditori foggiani hanno adito per ottenere la “riabilitazione”. Nel frattempo i trenta dipendenti hanno preso carte e penna e inviato una lettera aperta perché “desideravamo manifestare non soltanto tutta la nostra gratitudine nei vostri confronti” scrivono, rivolgendosi ai patron di Adriatica Servizi, “ma soprattutto per non lasciarvi completamente soli in questo delicatissimo momento in cui, in più delle volte, ci si sente abbandonati e inascoltati”.

“Ebbene sì, come un fulmine a ciel sereno, siamo ripiombati nel buio, ma questa volta ad essere colpiti in prima persona non siamo stati soltanto noi dipendenti, bensì anche voi imprenditori. Sottolineiamo “Imprenditori” con la I maiuscola perché in un periodo non troppo lontano (luglio 2017) siete riusciti, con la vostra tenacia, capacità e spirito imprenditoriale, a salvare una realtà lavorativa – quella dei concessionari di riscossione oramai dilaniati e sotti i riflettori costanti – che era destinata ad altre Società sicuramente radicate fuori dal territorio di Foggia. Questa scommessa non solo ha portato i suoi frutti, mantenendo la forza lavoro sul territorio e creando indotto per altre piccole medie imprese, ma soprattutto ha generato un risultato straordinario nei confronti della Pubblica Amministrazione, che si è vista incrementare gli introiti e le entrate della riscossione dei tributi. Detto ciò, qual è stato il risultato finale di due anni di sacrifici e sforzi collettivi sia da parte di noi dipendenti che di voi imprenditori?” si chiedono. La risposta è retorica:  “Semplicemente un fulmine caduto dal cielo all’improvviso e che ad oggi ci lascia senza fiato e senza parole; una vicenda dove tutti parlano, fuggono, giudicano ma poi nessuno, e diciamo nessuno, conosce la verità”.

“La verità  che noi conosciamo - proseguono i lavoratori – è quella di aver incontrato due bravissime persone che, come tutti, hanno dei difetti ma per quello che ci riguarda e per quello che abbiamo vissuto possiamo definire due signori, due gentiluomini, due imprenditori rispettosi e lungimiranti ai quali vogliamo semplicemente esprimere la nostra vicinanza e la nostra stima”. “Sappiate che non siete e non sarete soli in questa vicenda alquanto assurda  – concludono -. Confidiamo nello Stato e nelle Istituzioni affinché non abbandonino nessuno nella giungla della burocrazia e dei suoi tempi farraginosi, tutto al fine di ripristinare e riportare al più presto il rispetto e la dignità sia a voi imprenditori che a noi come lavoratori. Vorremmo aggiungere tante altre parole, fare tante altre osservazioni e considerazioni; purtroppo ognuno ha il proprio compito ed è giusto essere rispettosi dei ruoli altrui”. “Con immensa stima e gratitudine. I dipendenti tutti di Adriatica Servizi srl”.

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