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Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca Lucera

Il Villaggio Don Bosco accoglie sei minori stranieri e soli: "Faremo del nostro meglio"

Si tratta di 6 giovanissimi, senza genitori, di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Cinque sono egiziani, l'altro è tunisino: parlano poco l’italiano e sono stati letteralmente salvati da situazioni di pericolo

Il Villaggio Don Bosco accoglie sei minori stranieri e soli. Si tratta di sei giovanissimi, tutti ragazzi senza genitori, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, accolti nel Villaggio Don Bosco grazie all'impegno della Fondazione Siniscalco Ceci - Emmaus, capofila del progetto Abitare le Relazioni, sostenuto dalla Fondazione Con il Sud.

Si tratta di cinque minori egiziani e un tunisino: parlano poco l’italiano e sono stati letteralmente salvati da situazioni di pericolo. "Sono tanti, tantissimi i minori che arrivano in Italia e che, nel giro di pochi mesi, si ritrovano in situazioni critiche", spiegano dalla Fondazione,che sta aumentando sempre di più il proprio lavoro nei confronti di questa categoria sociale così fragile.

“Sono arrivati nel nostro Paese per inseguire un sogno che hanno provato a vendergli – dichiara in merito Antonio De Maso, direttore della Fondazione – purtroppo molto poco verosimile. Il fenomeno è diffuso, soprattutto nelle grandi città, dove questi ragazzini vengono attirati con l’inganno, per poi essere spesso sfruttati da connazionali che li costringono a condizioni di vita e di lavoro indecenti. Solo in un secondo momento riescono ad arrivare ai servizi sociali comunali, trovando una via di salvezza”.

Ovviamente la Fondazione si è messa a disposizione, aprendo le proprie porte e dando loro una sistemazione dignitosa, pensando un percorso di integrazione reale, che parta dalla conoscenza della nostra lingua e della nostra cultura. A breve inizieranno a frequentare il corso di italiano presso il Cpia (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti), cui seguiranno attività di inclusione socio-lavorativa promosse dalla nostra rete di partner del Terzo Settore.

I nostri educatori li seguono passo passo: hanno impostato per loro una routine giornaliera, con regole e orari precisi, in grado di fornire certezze attraverso una quotidianità ben scandita, lineare, sana. I ragazzi vogliono studiare, mettersi in regola con i documenti, emanciparsi quanto prima. E noi li aiuteremo in un percorso non facile, ma necessario. “È una goccia nell’oceano, lo sappiamo bene – chiosa De Maso – ma faremo del nostro meglio anche questa volta”.

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