Sulla ‘Baia di Calenella’ si continua a costruire: “Il Parco del Gargano che ci sta a fare?”

Il WWF Foggia denuncia la presenza di una “piana alluvionale ad alta pericolosità idraulica” nell’area interessata alle realizzazioni. Fierro: “Sull’aggressione alla baia il Parco deve intervenire”

Baia di Calenella

Non sarà più come una volta. Prosegue l’urbanizzazione della Piana di Calenella – “ultima grande pianura sulla costa del Gargano che era rimasta sostanzialmente integra dal punto di vista naturale”. Ad evidenziarlo è il WWF Foggia: “Dopo la strisciante realizzazione negli anni scorsi di un'area di sosta camper e di un parcheggio a ridosso della spiaggia, a quanto pare privi di autorizzazioni, un'altra opera si appresta a fare la luce nella splendida baia".

Un imprenditore, Ciro Pistillo, avrebbe acquistato una grossa fetta di piana e realizzato un percorso naturalistico-turistico, un'area per la sosta dei camper, tubature e bocchettoni per idranti ogni trenta metri, una strada nel mezzo dell'area di proprietà e, per ultimo, un lido, denominato Calè. Evidenzia il WWF: “Tutto questo è stato realizzato nonostante la piana di Calenella, oltre a far parte del Parco Nazionale del Gargano, sia caratterizzata da numerosi vincoli quali Rete Natura 2000, Paesaggistico, Piano Tutela delle Acque, Piano Assetto Idrogeologico (PAI), Vincolo idrogeologico. La piana di Calenella rappresenta inoltre una connessione naturale tra due promontori (la pineta Marzini a ovest e Monte Pucci a est) e tra l'entroterra e il mare. Va anche considerato che l'area interessata alle realizzazioni, come il parcheggio dei camper, è localizzata in prossimità di una piana alluvionale ad alta pericolosità idraulica".

Alle autorizzazioni, presunte o tali, fanno da contraltare i dubbi degli ambientalisti e le smentite dei tecnici del comune di Vico del Gargano: “É la solita storia, si fanno esposti e denunce ma non viene fermato l'assalto al territorio, situazione inquietante perché sintomatica di una  pericolosa deriva delle Istituzioni che sembrano aver abdicato al loro ruolo, sposando la logica del lasciar fare".

Prosegue l’associazione: “Nella triste e inquietante vicenda della Piana di Calenella è sicuramente il Parco del Gargano a dover far sentire la sua presenza. Fra le principali funzioni vi è, infatti, ovviamente quella della difesa e della conservazione del territorio, intervenendo proprio quando i singoli comuni, per inerzia o convenienze elettorali, non arrestano la distruzione del territorio provocata da una concezione becera e miope del turismo".

Il WWF Foggia si rivolge al Parco: “Per l'assalto alla Baia di Calenella chiediamo di adempiere pienamente agli scopi istituzionali, assumendo un ruolo più rispondente alle aspettative di un territorio troppo esposto agli appetiti degli imprenditori più spregiudicati. Una situazione da cui il Parco non può tirarsi fuori considerato, ad esempio, che la Legge quadro 394/91 sulle aree protette all’articolo 29 stabilisce che il legale rappresentante dell'area protetta in caso di attività non autorizzate dispone l'immediata sospensione dell'attività ed ordina la riduzione in pristino a spese del trasgressore e in caso di inottemperanza provvede all'esecuzione in danno degli obbligati e, qualora risultino impercorribili altre procedure, in base all’articolo 41 del D.P.R. 380/ 2001, può avvalersi per la demolizione delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa”

Conclude il presidente Carlo Fierro: "Sulla aggressione alla piana di Calenella, il Parco del Gargano deve intervenire risolutamente in quanto è in gioco la sua stessa credibilità. Di fronte alla profanazione ininterrotta di una delle aree più integre del Gargano si ha, infatti, l'impressione che negli artefici della stessa sia maturata una convinzione d'impunità. Assistendo impotenti a quanto avviene, è prevedibile che i cittadini possano chiedersi: ma allora il Parco che ci sta a fare?".

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